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La vita è ciò che ti succede mentre stai facendo altri progetti

“La vita è ciò che ti succede mentre stai facendo altri progetti” (John Lennon) Condividi il Tweet

 

Mi ha sempre emozionato questa frase perché più di una volta la mia vita mi ha mostrato quanto sia vera, ed è sorprendente come anche in Spiragli di Luce, persino in questo stesso Spiraglio posso trovarne conferma. Iniziai a scrivere nel mese di ottobre per raccontare i nove mesi in cui avevo vissuto in Colombia. Volevo mettere insieme una serie di racconti per farli confluire in un libro o magari raccontare la mia esperienza per il puro gusto di raccontarla, come diceva De Andrè: per la stessa ragione del viaggio, viaggiare.

Ma perché dico che la vita è ciò che ti succede…mentre fai i tuoi progetti? Sono diversi i progetti da ciò che accade?

In questa storia si. Infatti, dopo pochi post sentii l’esigenza di tradurre in spagnolo i primi post pubblicati. Tutto era nato in Colombia, tutto era nato mentre comunicavo e persino pensavo in spagnolo, mi sembrava che le mie stesse emozioni prendessero forma in questa lingua: come non includerla dunque nei miei scritti?

E fu così che, anche se inizialmente non l’avevo previsto, nacque Reflejos de Luz.

Fin dai primi post feci una bella scoperta: non mi riconoscevo più in quello che avevo scritto due mesi prima. I ragionamenti erano ancora convincenti, ma qualcosa nello spirito delle parole non risuonava più dentro di me. E così capii che tradurre significa rivivere, o qualcosa di più: era come se le idee espresse nella versione originale avessero preso vita propria, ribellandosi alla forma che gli avevo impresso.

E così tradurre in spagnolo mi ha spinto a tornare indietro e cambiare qualcosa qua e qualcosa là anche in quelli in italiano. Uno sgambetto che le mie stesse parole mi hanno fatto. Mostrandomi come la vita è ciò che ti succede mentre stai facendo altri progetti.

Ma questo piccolo cambio è nulla in confronto a quello che annuncerò nel prossimo paragrafo.

 

Ho preso la decisione di tornare in Colombia.

 

Quando ho iniziato a scrivere il non l’avevo previsto. Ho iniziato a raccontare il mio viaggio in Colombia pensando di avere un sacco di tempo, ma poi la vita mi ha dato la possibilità di ripartire.

E io l’ho accolta.

La vita è ciò che ti succede mentre stai facendo altri progetti. 

Se devo essere sincero, pochi giorni dopo il mio rientro in Italia me la sarei data a gambe levate.

Non mi riconoscevo più nel mio paese, nella sua disillusione cronica, nella chiusura, nell’italica attitudine a criticare tutto e a lamentarsi sempre. Inoltre le persone mi chiedevano di continuoperché sei tornato“, domanda accompagnata da sguardo incredulo, scuotimenti di testa e una malcelata delusione nel tono di voce.

Alcuni sembravano più delusi che contenti di rivedermi. Forse per nove mesi avevo incarnato il loro sogno di “fuggire” o forse è più facile capire quelli che partono che quelli che tornano.

So che in quel momento mi sentivo più respinto che accolto, la voglia di fuggire era tanta. E invece ho scelto di restare. Credo che la vita sia un’opportunità troppo meravigliosa per scappare: io ho preferito combattere e vederci chiaro. Se riparto – mi dicevo – è perché voglio partire, non perché scappo da qualcosa.

 

E quindi…la vita è ciò che ti succede mentre stai facendo altri progetti!

 

Eh già. In quel marasma emotivo del rientro, come per magia sono riuscito a farmi nuovamente piacere l’Italia.

Mi ha aiutato la musica, il kung fu, l’inatteso e bellissimo rapporto con un nuovo amico, i paesaggi, viaggiare in moto nel nostro bellissimo Sud, i sorrisi, la Sicilia, coltivare l’orto, le sagre e chi più ne ha più ne metta. Ora che ho fatto pace (o tregua) col nostro bel paese sento che un ciclo si è chiuso e sono pronto a ripartire.

Preferisco partire con un pizzico di nostalgia che andarmene deluso. Un po’ come quando ti alzi da tavola con un briciolo di appetito: non hai il mal di pancia e magari più tardi ti viene voglia di gustare un altro pasto.

Tutto questo mi fa capire come ci possiamo scervellare anche ventiquattro ore al giorno a fare calcoli, progetti e cercare di prevedere le cose. Va bene così, ma mentre lo fai, caro mio lettore, ricordatelo…. la vita è ciò che ti succede…mentre fai quei calcoli.

Mentre io facevo il progetto di scrivere dei mio primo viaggio, mi è accaduto di partire di nuovo.

 

Una morale…

 

Non so se c’è una morale da trarre, ma se qualcuno ha letto il primissimo post, il Primo Spiraglio sa che la decisione di scrivere un blog è stata sofferta: ci ho pensato a lungo prima di decidermi. Avendo aspettato così tanto, adesso “mi tocca” interrompere il racconto. Se avessi iniziato prima, senza tentennare, avrei raccontato di più e non avrei dovuto premere il tasto “stop” giusto poco dopo aver iniziato.

Ecco forse allora un piccolo insegnamento: se sentiamo che è giunto il momento di fare qualcosa per noi importante facciamolo subito, senza attendere né rimandare.

Se dovessi esprimerlo con una massima la scriverei così:

 

Esiste solo un momento giusto per realizzare i nostri sogni: quel momento è adesso. Condividi il Tweet

 

Quindi se qualcuno mi sta leggendo mentre tentenna o non è sicuro…caro miei fidatevi, il momento è ORA.

Se ciò che volete fare non dovesse andare, ci penserà la vita a farvelo capire; più probabilmente credo che dirà come correggere il tiro, così come la mia idea di scrivere non è stata completa finché non ho deciso di scrivere in spagnolo e che volevo ripartire.

Se agiamo è la vita stessa che ci indica come proseguire, se invece continuiamo a procrastinare le togliamo alla l’opportunità di farci da maestra.

Vedi? Ancora una volta: la vita è ciò che ti succede… e per quanti progetti fai (John Lennon docet) ciò ciò che deve accade, accade comunque.

 

E quindi? 

 

Quindi qualsiasi sia la tua idea: intraprendere un nuovo progetto, fare un viaggio, cambiare lavoro, parlare col partner di un problema che ti assilla, chiedere scusa a qualcuno, perdonare, dare ai tuoi genitori l’abbraccio che da anni sogni di dargli o dirgli il “ti voglio bene” che da anni sogni di dirgli…il momento per farlo non è tra un anno, né tra un mese, né domani. È adesso.

Dato che ormai ho messo nome e cognome mi prendo la piccola soddisfazione di mettere una foto che per ora non avevo voluto mettere.

Me la scattai nel bellissimo paesino chiamato Salento, in Colombia, dove coltivano il caffè. Un momento di speciale gioia, come quella che ho ora premendo il tasto “Pubblica”. Grazie per avermi letto.

E se lo spiraglio ti è piaciuto, dagli un mi piace. Grazie.

Scegli su quale social dare mi piace...o dalli tutti e tre!!!

 

la vita è ciò che ti succede

 

…e ovviamente…mica avrei previsto che il blog da anonimo sarebbe diventato uno in cui ci mettevo la firma e pure la faccia! Il che conferma, ancora una volta, che…la vita è ciò che ti accade, mentre stai facendo altri progetti

 

Arrivederci al prossimo Spiraglio.

 

p.s. e dato che si è parlato tanto del momento presente, dell’adesso, ti consiglio proprio Il potere di adesso. Se vuoi leggere un post in cui recensisco questo bellissimo libro eccolo: Il potere di adesso di Echart Tolle.

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  1. Elvio, stai dicendo cose che sento molto profondamente anche io, io mi sento in stallo su tutto, ma forse non sono proprio ferma, come scrisse un mio amico sono come una libellula con le ali vibranti, pare ferma ma si muove, io non so se in questo momento posso viaggiare, causa lavoro, o se lo voglio per davvero, ma è successo questo che per sopravvivere a me stessa ho aperto il mio blog perchè ritengo che l’importante non sia scrivere in sè ma riuscire a comunicare se stessi agli altri e riuscire ad incontrare gli altri.
    Ti lascio per ora con questa frase di Shakespeare
    Quando la tua anima è pronta, lo sono anche le cose.

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    • Grazie come sempre per il tuo supporto. Un abbraccio.

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      • hai letto Anthony De Mello?
        “Perdere il sé significa capire improvvisamente di essere qualcosa di diverso da ciò che i pensava di essere.”

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  2. per quanto riguarda scrivere in spagnolo, è molto interessante quello che dici, anch’io a volte vorrei scrivere in brasiliano, infatti inserisco molte parole brasiliane perché a volte manca il corrispettivo in italiano
    20 anni fa studiai spagnolo a Salamanca in Spagna ma ora viaggiando in Brasile l’ho perduto e così non parlo correttamente né lo spagnolo né il brasiliano.

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