Comments ( 13 )

  • phlomis68

    io ci credo fermamente che le cose accadono per una ragione, mi permetto di segnalarti un libretto di Martin Buber, il cammino dell’uomo, dove scrive:
    La nostra autentica missione in questo mondo in cui siamo stati posti non può essere in alcun caso quella di voltare le spalle alle cose e agli esseri che incontriamo e che attirano il nostro cuore; al contrario, è proprio quella di entrare in contatto, attraverso la santificazione del legame che ci unisce a loro, con ciò che in essi si manifesta come bellezza, sensazione di benessere, godimento.
    e poi
    Gli uomini con i quali viviamo o che incrociamo in ogni momento, gli animali che ci aiutano nel lavoro, il terreno che coltiviamo, i prodotti della natura che trasformiamo, gli attrezzi di cui ci serviamo, tutto racchiude un’essenza spirituale segreta che ha bisogno di noi per raggiungere la sua forma perfetta, il suo compimento.

    • SpiragliDiLuce

      Ciao! Uao che bella risposta! Credo anch’io che tutto sia sacro e che ogni nostro gesto, ogni nostra parola o pensiero debba sempre essere compiuto con la massima attenzione, rispetto ed amore, ogni frutto che mangiamo non è lì per caso per essere mangiato da noi mentre magari pensiamo ad altro, bensì la dimostrazione del miracolo della vita, e dobbiamo essergli grati 🙂 grazie del consiglio, cercherò il libro di cui parli!

  • phlomis68

    L’ha ribloggato su ioinviaggioe ha commentato:
    Ciao Elvio , ti ribloggo perchè in questo momento della mia vita questa cosa mi riguarda e magari molti altri ci si ritroveranno ma a me sfugge la domanda perché ciò accade e cosa ogni nostro più piccolo incontro dove ci porterà? Io mi auguro che ci conduca più vicini a noi stessi ma potrebbe anche allontanarci da noi stessi e farci male, come sappiamo se ciò sarà bene o se sarà male, se ciò ci farà volare o cadere..-
    Oggi non è più un viaggio fisico il mio, oggi è un viaggio spirituale interiore in cui bisogna essere validi capitani perché è facile perdere la rotta, non basta seguire il cuore bisogna saperlo guidare verso la giusta direzione.
    Io ti aspetto Elvio al prossimo spiraglio che si aprirà in uno squarcio del mio cuore e della mia mente. A presto.

    • SpiragliDiLuce

      Cara Phlomis,
      non so perché non risposi al tuo commento all’epoca in cui tu lo scrivesti. Vedo dalla data che ero in Colombia e sono sicuro che, trovandomi dall’altra parte del mondo (almeno…rispetto a dove mi trovo ora…hehehhe) mi riuscisse difficile trovare parole ed argomenti.
      Ora colgo l’occasione della ripubblicazione di questo post per leggere bene il tuo commento…e…si, credo di avere qualcosa da dire. Vedi, io credo che le cose che accadono, di per sé non siano né cose che ci avvicinino, né cose che ci allontanino a questo qualcosa che tu chiami “noi stessi”.
      Il me stesso su questa terra è in continua evoluzione e contiene dentro di sé già tutta la perfezione e la magia dell’universo. Le cose che accadono sono come degli spunti, dei suggerimenti, possono fungere da ispirazione e il fatto che divengano benedizione o maledizione dipende unicamente da che utilizzo ne facciamo. Così come l’energia atomica può accedere le luci di un ospedale dove si curano bambini, può anche deflagrare uccidendo migliaia di innocenti. Siamo noi che, come dici tu, dobbiamo dare la direzione a questi avvenimenti, densi di energia, affinché questa diventi costruttiva e non distruttiva. Un abbraccio.

      • phlomis68

        grazie per la tua bella risposta che mi fa pensare … tu hai un senso e un significato nella tua vita, io vedo il senso della mia vita, so che è bellezza, ma fatico a trovare un significato, la routine dei giorni, il lavoro poco soddisfacente, poco tempo per viaggiare, non mi lamento ma… sento che c’è qualcosa che non va…penso che sono io che dovrei buttarmi di più, senti…ne riparleremo, grazie Phlomis

  • Giovanna

    Carissimo Elvio hai rimesso “l’accento” su un argomento a me caro: so che nulla avviene per caso so che la risposta è dentro di noi, ma in questo preciso momento del mio percorso chiamato vita non riesco a capire perché facciamo una strada fatta di perdite continue e perché i nostri figli dovranno soffrire dello stesso distacco. Spero trovare un senso. Buon “viaggio” a tutti!

    • SpiragliDiLuce

      Cara Giovanna,

      se ormai non mi fosse già accaduto decine e decine di volte, definirei “curioso” il fatto che proprio oggi, scrivendo il prossimo spiraglio, io abbia scritto proprio cose assolutamente inerenti a quello che dici. Anticipando quello che spero di riuscire a sviluppare più profondamente nel post (in cantiere) credo semplicemente che il nostro sforzo di comprendere tutto con la mente risulterà sempre vano. Ci sono cose che possiamo comprendere solo su altri piani, su altri livelli di coscienza. Quindi, per quanto sia difficile rispondere a parole, con queste stesse parole che usiamo per la vita di tutti i giorni, credo che, provando a farlo, ci sia da dire solo una cosa, e cioè che siamo anime incarnate e che in realtà non esiste nessuna perdita. La morte è in realtà un passaggio verso un’altra vita, anzi, è molto di più, è semplicemente la stessa vita, che è una, unica, che continua sotto un’altra forma. Siamo sempre esistiti ed esisteremo sempre, questa è la verità. Siamo anime immortali. Soffriamo il distacco perché innanzitutto ci siamo attaccati. Quando morì mia nonna il prete, durante l’omelia, disse con un grande sorriso che i primi cristiani (“che erano molto più credenti di noi”, ricordo ancora con affetto questa umile precisazione) chiamavano il giorno della morte il “dies natalis”, ovvero il giorno della nascita o, rinascita. Quel prete, che oggi non c’è più, conosceva molto bene mia nonna, la conosceva fin da quanto era giovane e lo chiamarono a fare il parroco nel suo paesino in alta toscana. Ricordo che fu la prima volta, per me, adolescente, che attraverso il suo sorriso (e lui la conosceva bene!) pensai che forse la morte non era necessariamente un avvenimento così tragico come ci è stato insegnato. Del resto, se andiamo oltre la cultura occidentale, in molte altre culture il giorno in cui il corpo smette di vivere è celebrato come una festa. Non so se sono stato in grado di rispondere, ma so che queste parole sono sgorgate spontanee, così come il ricordo di quel giorno. Ti mando un grande abbraccio. Grazie per esser passata da questo luogo virtuale e non, per me così importante. Ciao!

      • Giovanna

        Grazie x aver cercato una risposta anche x me….io ancora devo maturare il pensiero che il realtà non si muore ma ci si trasforma,ancora mi sembra un paliativo ma forse un giorno accadrà, Un saluto cm sempre positivo!

        • Figurati, io credo che non sia un’idea alla quale non si può arrivare tramite il pensiero, può essere però colta o sentita attraverso l’intuizione o il cuore, un abbraccio Giovanna 🙂

  • 65luna

    Concordo con cio’ che hai scritto, il libro di Zanon l’ho letto da pochissimo! Ciao,65Luna

  • Marta

    Io sono capitata qui cercando “risposte” e forse le ho trovate … sto passando un periodo “difficile” e c’è solo una persona che con il suo sorriso, la sua sola presenza mi mette di buonumore, purtroppo in questo momento non lo vedo spesso, anzi, non lo vedo proprio, ma io sentivo di aver bisogno di lui, tanto … fattostà che per due giorni di fila l’ho trovato “per caso” … so dove lavora e i suoi orari, sono passata in un momento in cui sapevo benissimo che non c’era e mentre stavo andando via è arrivato !!! Il giorno dopo avevo una cena e lui era nel mio stesso locale sebbene viviamo in città diverse e fossimo in un’altra ancora … E’ stato bello, mi sono sentita bene, mi fa stare bene e ne avevo bisogno. Destino, Fato, Caso … chissà

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