Più voli in alto, più ti farai male quando cadi - Spiragli di Luce

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Più voli in alto, più ti farai male quando cadi

Sarà vera la frase che dà il titolo a questo post? 

E’ vero cioè, che quando voli in alto, ovvero quando sei molto felice, rischi poi di farti male nel momento in cui cadi?

Forse resterai deluso dalla risposta, ma il punto è che è proprio vero: per una legge che vedremo tra poco, a momenti di grande felicità, ne seguono inevitabilmente altri di tristezza sconforto. 

C’è, però, qualcosa che si può fare per evitare che sia così. Te ne parlerò in questo Spiraglio ma cerchiamo, prima,  di comprendere perché ciò accade.

 

La “Legge di Equilibrio” ed il “Principio di Compensazione” 

 

Tutto nell’Universo tende all’equilibrio. Le emozioni umane non fanno eccezione. Secondo il principio dei vasi comunicanti, quando due liquidi si trovano ad un differente livello, tendono, appunto a ricercare l’equilibrio. 

Le leggi della termodinamica ci insegnano che anche la temperatura segue lo stesso principio: due corpi, uno caldo ed uno freddo, messi a stretto contatto, tenderanno ad una temperatura costante, raggiungendo anch’essi l’equilibrio. 

A livello umano ciò può essere riscontrato quando, ad esempio, una persona che si fidava ciecamente degli altri viene tradita o ingannata: tenderà inevitabilmente a chiudersi a riccio, non fidandosi più di nessuno. Questo passaggio tra due estremi opposti manifesta, appunto, la ricerca di un equilibrio. 

Dopo un certo arco di tempo, infatti, la persona (a patto di fare un adeguato lavoro su se stessa) potrà nuovamente raggiungerlo, trovando la giusta via di mezzo (“in medio stat virtus”…) tra la fiducia cieca e la sfiducia totale. 

Una volta compreso questo principio, ecco che giungiamo ad una conclusione: che ad uno scoppio improvviso di felicità, seguirà inevitabilmente una conseguente e cocente delusione. 

Triste, vero? In realtà, non del tutto, perché esiste una via d’uscita di cui ti parlerò tra pochissimo.

 

La delusione

 

delusione

 

Su Spiragli di Luce abbiamo parlato, spesso, di ricerca della felicità e so che queste riflessioni potrebbero lasciarti deluso. 

Forse, infatti, ti starai chiedendo: “ma a che serve, allora, essere felice, se poi dovrò soffrire”? – o, magari, starai pensando qualcosa come – “allora la felicità è veramente una chimera, destinata a durare pochi istanti?”

Non è proprio così. 

Quando parliamo di principi spirituali, abbiamo bisogno di mettere da parte le conclusioni affrettate ed assumere l’atteggiamento più saggio ed utile possibile: andare in profondità. 

Ci andremo, finalmente, nel prossimo paragrafo, in cui ti spiegherò anche come evitare che ciò accada ma, prima, ti chiedo come sempre solo un istante del tuo tempo: se questo Spiraglio ti sta piacendo, infatti, ti chiedo – se te la senti – di lasciare un mi piace alla nostra pagina Facebook. Ci aiuti a crescere e potrai anche leggere le riflessioni evolutive che facciamo giorno dopo giorno…

 

 

La soluzione

 

volare troppo in alto soluzione

 

Qualche giorno fa ho letto la seguente frase: “ad ogni gioia, segue un dolore”; è stata proprio essa ad ispirare questo post. Le mie “antenne” dell’intuizione si sono subito drizzate ed ho pensato: questa affermazione è vera…si e no! 

(p.s. la filosofia del “si e no”, se la seguirai, ti darà tante, ma veramente tante soddisfazioni nel tuo cammino di crescita…)

Seguimi bene, adesso, il punto è il seguente:

 

non è la felicità in sé a provocare il malessere che ne deriva. Esso, come ho spiegato, viene “attratto”, tramite la legge di equilibrio, per eliminare un eccesso che si è prodotto all’interno della tua interiorità. Il problema risiede nel modo in cui l’hai manifestata e non – lo ripeto – nella felicità in sé.

 

E’ accaduto qualcosa di veramente bello e tu hai esultato come quando l’Italia ha vinto i mondiali nel 2006. Per lunghi istanti, non hai sentito altro che entusiasmo ed eccitazione. 

Pertanto, dentro di te, si è prodotto un forte squilibrio ed è proprio questo che ha attratto gli eventi equilibranti che ti hanno poi gettato nuovamente nello sconforto.

Ma cosa accadrebbe, invece, se tu lasciassi fluire la felicità dentro di te? 

 

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Camminare sul sentiero della fede

 

cammina nella fede

 

Facciamo ancora un passo oltre e immaginiamo una situazione che ti dà estrema gioia: hai finalmente trovato lavoro, oppure la persona che tanto ti piace ha acconsentito ad uscire con te o, ancora, una tua opera creativa ha incredibilmente vinto il concorso che tanto speravi di vincere…

…fantastico, vero? Ti ritrovi catapultato al settimo cielo. 

A questo punto, però, devo farti una domanda “scomoda”: se tu avessi avuto fede totale e incondizionata (al 100%) che questi lieti eventi, al momento giusto, sarebbero accaduti, sentiresti allo lo stesso il bisogno di esultare in tal modo?

La domanda è, ovviamente, retorica ed è proprio nella risposta che troviamo la soluzione. 

Imparando a vivere nella fede gli eventi lieti nella tua vita inizieranno ad apparire fluire naturalmente,  giorno dopo giorno, uno dopo l’altro. Ognuno di essi, anzi, per la legge di attrazione, ne attirerà un altro.

A patto però di non indulgere o eccedere nella felicità che senti.

So che, a prima vista, ciò potrebbe apparire triste ma io ti assicuro, invece, che non lo è affatto. Vivere la felicità in modo pieno e sereno, non significa affatto “godersela meno” rispetto o chi fa salti di gioia esultando in modo “sguaiato“.

E’ proprio il contrario: quando vivi la felicità come una conseguenza del lavoro sulla tua felicità interiore, sai che essa è, ormai, una compagna di viaggio che non ti abbandonerà mai.

L’esultanza, per contro, indica la percezione dell’eccezionalità o, peggio, irripetibilità dell’evento gaudioso, il che, come ho detto poc’anzi, prepara il terreno per le delusioni che arriveranno, col fine di ristabilire l’equilibrio.

Non ti sto proponendo di vivere una vita “piatta”, senza grandi emozioni, ti sto proponendo invece di trasformare le tue emozionifugaci ed illusorie, in sentimenti che ti condurranno per mano lungo il luminoso sentiero della vita. 

Questa riflessione è nata “al volo” ed altrettanto al volo la pubblico, un volo alto, in piena quota, al lato delle aquile, ma senza paure e attaccamenti, senza timori né disarmonie.

Se senti che questo articolo può ispirare altre Anime in cammino, puoi usare i pulsanti che trovi qui sotto e condividerlo con i tuoi amici.

Un abbraccio luminosissimo

Elvio

 

 

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