Il flusso naturale delle Emozioni - Ritrovare lo scopo del Corpo Emotivo

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Il flusso naturale delle emozioni – ritrovare lo scopo del corpo emotivo

Affronto in questo Spiraglio un tema che mi sta molto a cuore: le nostre emozioni. Le sentiamo, le amiamo e ci lottiamo tutti i giorni ma…quanto le conosciamo realmente? Raccontare la mia visione su come ri-orientare in senso evolutivo il nostro corpo emozionale

Caro lettore e cara lettrice sono Francesco e, come avrai capito, voglio parlarti di emozioni. Che mondo, vero?! Come potremmo definirle?

Potremmo paragonarle ad un corpo d’acqua che varia, si alza, si abbassa, si scalda o si congela. Le emozioni in effetti sono pura acqua, possono accarezzarti come delle piccole onde del mare o travolgerti come un fiume in piena. Che potenza!!

Tanti di noi ne hanno paura, le temono (soprattutto gli uomini) o fanno finta che non esistano, reprimendole, allontanandole o usandole come scuse per giustificare le proprie azioni.

Sai la novità? Non sei la tua emozione!

Dovremmo paragonarla ad un mezzo di comunicazione o se preferite ad un alfabeto.

Come potremmo essere empatici senza emozioni?  Come potremmo fare esperienza della sofferenza e della felicità?

E’ a tutti gli effetti un linguaggio, con le sue regole, che ci permette di fare alcune specifiche esperienze in questa vita terrena.

Cosa non abbiamo ancora compreso del nostro corpo emotivo?

Il punto cruciale da trasmutare non sono le emozioni in sé, ma la nostra identificazione con esse, o il loro completo rifiuto. Questi due estremi corrispondono alla stessa cosa. In entrambi i casi, che vi piaccia o no, ne siamo succubi, le emozioni ci “comandano”,  perché ci costringono a re-agire automaticamente, quindi inibiscono la nostra libertà.

E se agissi in maniera diversa nonostante l’emozione che provi?

 

Il mondo empatico

 

corpo emotivo corpo mentale

 

Prima di consigliarvi degli esercizi per lavorare insieme alle vostre emozioni, voglio parlarvi dell’empatia.

Il corpo emotivo ci permette di essere empatici, ma a cosa serve l’empatia?

Serve a ricordarci che non siamo soli e che condividiamo molti pesi e fardelli, che condividiamo la felicità e la gioia, sta a noi saperle usare e sfruttare al meglio. I lati luce dell’empatia ci permettono di capire profondamente chi ci sta attorno, in un certo senso ci danno la possibilità di percepire il mondo interiore di chi abbiamo di fronte, questa sensazione ci fa sentire connessi, uniti, l’empatia abbatte i muri di separazione tra le persone creando una rete che connette tutta l’umanità.

Ovviamente anche l’empatia ha il suo lato d’ombra. Le persone che si lasciano trascinare dalla corrente empatica diventano delle “marionette”, sballottate di qua e di la’ dalle correnti emozionali avendo l’illusione di non poter far nulla. Non si sentono padroni delle proprie scelte, del proprio stato d’animo, e vengono cosi’ completamente influenzate sulle scelte di vita.

Questo ci riporta ad un’affermazione iniziale: Non siamo le nostre emozioni.

Certo sono una parte di noi ma non possono e non devono prendere il posto del nostro “essere”.

 

Primi passaggi essenziali: ascolto ed espressione.

 

Pensiamo di poter ascoltare e parlare contemporaneamente ma…  è un’immensa illusione!

Ascoltare non vuol dire “non parlare“: non parlare è solo una maschera del “non ascoltare”. Ascolto quando tutta l’attenzione di ogni mia singola cellula è  in una sorta di fase recettiva.

E’ come se attivassimo la modalità Yin (femminile, accoglienza), percepisco e accolgo tutto ciò che arriva fuori e dentro di me, ecco che il primo passo è l’ascolto delle emozioni, ogni cellula dovrebbe vibrare di quell’emozione, solo così posso percepire il suo messaggio. Solo dopo posso esprimere (modalità Yang, azione indirizzata) ciò che arriva con me stesso o nei riguardi di una persona o situazione.

Cerchiamo di amare e di comprendere la differenza di queste situazioni perché entrambe sono essenziali per la nostra vita.

Sto per parlarti di Alchimia, ma prima, ti chiedo solo un istante del tuo tempo: se l’articolo ti sta piacendo, fai click su “mi piace”, rimarrai in contatto con le nostre pubblicazioni (anche su Facebook) e ci aiuterai a crescere e diffondere consapevolezza.

 

 

 Lavoro Alchemico sulle Emozioni

 

emozioni elemento acqua

 

Questo argomento mi tocca particolarmente perché ritengo abbia un ruolo importante nella mia vita (almeno per il momento), ed è per questo che voglio dedicarci la giusta attenzione.

Qualsiasi, e dico qualsiasi emozione ha una sua ragione di vita e di esistenza. Anche la “peggiore” emozione o sensazione , quella che ci fa più paura è una parte di Dio o, se non credi in Dio, è una parte di te.

Vuoi continuare a cacciare e/o rifiutare una parte di te o, forse, è arrivato il momento di conoscere anche le tue paure, ombre e dolori?

Definire la propria emozione, scriverla, riconoscerla, darle un nome, accoglierla nel proprio tempio (corpo) e parlarci, anche se in quel momento non comprendi il suo messaggio hai il compito di farla sentire semplicemente a suo agio.

Non giudicare “l’ospite” che ha fatto visita nella tua casa, meglio lo tratti e meglio starà, e starai meglio pure tu.

L’accettazione dell’emozione, soprattutto all’inizio, non è facile, spesso capita che non siamo nemmeno in grado di vederla quando ci fa visita.

Personalmente le relazioni mi hanno fatto affrontare le emozioni che mi travolgevano completamente. Ogni volta, ripetutamente (finché non impariamo la lezione, l’esercizio si ripete fino alla comprensione completa) la ferita dell’abbandono arrivava inesorabilmente, catapultandomi nelle sensazioni di rifiuto e di vuoto esistenziale.

Per anni non ho voluto affrontare le emozioni che mi laceravano dall’interno, così queste ferite tornavano, sempre più forti, precise e intense: l’onda si era trasformata in uno tsunami. Cosa fare allora??

ARRENDERSI.

Arrendersi alla corrente, lasciandosi travolgere, abbracciandola e respirando insieme a lei.

L’emozione, qualunque essa sia, è li per aiutarci, ci porta un insegnamento ad uno step successivo. Spesso è collegata al dolore e alla sofferenza perché l’umanità non accetta Dio in questa forma, e finché non l’accetteremo dolore e sofferenza aumenteranno, dentro e fuori di noi.

La respirazione e l’osservazione sono essenziali, respirare insieme alle emozioni è un esercizio di centratura indispensabile in quest’epoca e soprattutto per noi occidentali che viviamo costantemente nella testa e nei pensieri.

Quando parlo di emozioni intendo anche quelle  che riteniamo “positive” come la felicità: il rifiuto delle emozioni “negative” spesso emerge per un attaccamento alle emozioni “positive”, questo attaccamento è fuorviante, perché sotto sotto rifiutiamo l’infelicità.

Pertanto, respiriamo insieme alle emozioni! Meglio ancora: ricordiamoci di respirare insieme a loro. Questo respiro consapevole pone una sorta di fuoco al di sotto dell’emozione (rappresentata dall’acqua)…e cosa succede se mettiamo il fuoco sotto l’acqua?

Trasformiamo.

L’acqua da liquida passa a gassosa, l’emozione si trasmuta cambiando vibrazione, innalzandosi, e cresce ad un piano superiore.

Quando l’acqua è evaporata lascia dietro di sé sostanze ancora più dense, ma che prima non potevamo vedere perché erano disciolte (emozione); solo ora le vediamo e ringraziando possiamo toglierle, grazie al fatto che diventiamo consapevoli che sono un peso e, dunque, non più indispensabili.

Ricordate di mettere il fuoco (attenzione applicata con forza di volontà) sotto l’acqua: io, momentaneamente, conosco questo metodo.

Il corpo emotivo dell’umanità è “gonfio”, pieno di dolore e sofferenza perché quello di ognuno di noi lo è. Non possiamo farlo svanire nel giro di qualche giorno e ognuno di noi ha una sua responsabilità. Guarendo il tuo corpo emotivo non solo guarisci te stesso ma anche l’intero pianeta. Il nostro obbiettivo dovrebbe essere quello di amare ogni nostra singola emozione.

 

L’integrazione delle emozioni

 

lavoro emozionale

 

Il cammino spirituale può diventare una grande illusione. Se sei nel “cammino” la tua mente vuole “fregarti” con messaggi quali: “non puoi provare rabbia” – ” non puoi essere cattivo” – “non devi far soffrire/mandare in crisi gli altri” – “devi essere sempre felice” o, al contrario, vomitando addosso agli altri le emozioni pensando di avere il diritto di esprimere sempre se stessi, per la propria libertà. etc. etc.

Sono tutte balle!!!! Sono tutte illusioni!!

Questi “pensieri” stimolano il nostro corpo emotivo, ed emozioni come la rabbia (che non è “permessa” nel cammino spirituale) salgono ed esplodono dentro o fuori di noi. Casualità? No, affatto.

Dimenticatevi di essere in un cammino spirituale, la rabbia è Dio, l’infelicità è Dio, la tristezza è Dio, la depressione è Dio, come lo sono la gioia, la felicità, la compassione, l’amore, la tranquillità e la pace.

Riesco a mettere tutto sullo stesso piano?

Riesco a comprendere che la depressione e l’entusiasmo sono le due facce della stessa medaglia?

Questo è il nostro percorso, il nostro scopo evolutivo. Esaminare gli opposti, comprenderli e vederne la bellezza, solo dopo questi passaggi posso decidere quale dei due scegliere e alimentare.

Per questo ringrazio per ogni mia emozione, non è facile ma è uno dei nostri compiti, comprendere gli opposti e spezzare l’illusione, la tristezza, o qualsiasi altra emozione “spiacevole”, così non sarà pesante e difficile da gestire ma diverrà una grande opportunità di cambiamento e di crescita.

 

Vi lascio con una frase di Paulo Coelho:

 

Chi desidera vedere l’arcobaleno, deve imparare ad amare la pioggia. Condividi il Tweet

 

Grazie dell’attenzione e buon flusso nella vita. Per salutarci vi suggerisco un mio vecchio Spiraglio che si chiama:

L’arte di scegliere la Gioia

Francesco Viero

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