Come e perché tenere un Diario Alchemico - Spiragli di Luce Blog

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Come e perché scrivere un Diario Alchemico

Raccontare e riesaminare la propria giornata può non essere solo un rito adolescenziale o infantile, ma divenire un ottimo strumento trasformativo.
In che modo? Qual è la potenza del diario personale e perché è importante averne uno?

Chi di noi non ha mai scritto un diario, o segnato qua e là pensieri e note giornaliere?!

Castaneda prendeva sempre appunti mentre parlava con Don Juan, così come Coelho redigeva un diario personale durante il percorso con il suo misterioso maestro J.

Ma non solo: ci sono tantissimi scritti carichi di significato pervenuti a noi in questa forma, come Il diario di Anna Frank.

 

Un pozzo di verità

 

Spesso chi compie un lavoro di crescita prende appunti: segna le parole della propria guida, le osservazioni su di sé o i suoi stati d’animo.

Nel primo caso, appuntare i consigli di un maestro o di una persona che vediamo come un punto di riferimento, può servirci per fare chiarezza, e soprattutto per ricordare!

Chissà perché, infatti, molti suggerimenti che ci vengono dati, spesso estremamente evolutivi, tendono a cancellarsi dalla nostra mente!

Forse la nostra consapevolezza non è ancora pronta ad accoglierli. Ecco che allora il diario diviene preziosissimo. Ma questo è solo l’inizio.

Scrivere, quando sappiamo che saremo i soli a leggere, può diventare un processo alchemico.

 

 

Non c’è giudizio poiché ci siamo solo noi ed una pagina bianca: possiamo permetterci di sbagliare. O di essere tremendamente banali. Oppure, meglio ancora: possiamo confessare di desiderare l’impossibile!

Redigere un diario personale è un atto estremamente intimo, che ci concedevamo solo quando eravamo bambini o adolescenti.

E adesso? Forse, presi dagli impegni e dalla frenesia della vita, abbiamo dimenticato la sacralità di prenderci del tempo per creare uno spazio di silenzio, in cui non possiamo mentire.

Che senso avrebbe mentire ad un diario?

Raccontare cosa ci è accaduto, come ci siamo sentiti o come abbiamo reagito, può essere uno strumento potentissimo. Ci costringe ad osservarci, ad affacciarci al nostro pozzo interiore. Anche a far emergere mostri, magari, ma alla luce della nostra consapevolezza non potranno che trasformarsi in farfalle!

Scrivere, in assoluta sincerità, diventa pura alchimia.

 

La pratica giornaliera

 

L’introspezione per me è sempre stata una necessità, ma, negli ultimi anni, avevo abbandonato questa pratica per me così naturale.

Qualche giorno fa ho ripreso a scrivere su un diario personale ed ecco cosa ho guadagnato: maggiore chiarezza di intenti, più centratura e leggerezza.

Può essere davvero interessante prendere l’abitudine di scrivere qualche riga la sera, prima di andare a letto, quando la mente è abituata a sondare tutti gli eventi della giornata appena trascorsa.

Spesso ci colpevolizziamo per una risposta non data, per qualcosa che non è andato come avremmo voluto, rimuginiamo su certi eventi o gongoliamo pensando ad altri.

 

 

Scrivere un diario azzera ogni cosa, sia bella che brutta. È pura osservazione.

Scrivendo, consegniamo al diario ciò che abbiamo vissuto, nel bene e nel male, e andiamo a letto più leggeri.

Se siamo attenti e coltiviamo anche l’intenzione di crescere grazie al diario, potremo godere di ottimi risultati.

Andando a riguardare vecchie pagine possiamo accorgerci di quali sono i meccanismi della nostra personalità, i loop in cui siamo finiti, e magari scegliere di cambiare atteggiamento verso certe situazioni.

Facebook non funziona proprio in questo modo, come un diario? Anche qui possiamo osservare noi stessi, ciò a cui tendiamo e, magari, seguire la pagina Facebook di Spiragli di Luce mettendo un like per restare aggiornati sui nuovi post evolutivi e andarne a scoprire di passati. In più, ci aiuterai a crescere!

 

 

Ad ogni modo, è un buon esercizio scrivere il diario personale sempre nello stesso momento della giornata, se non proprio alla stessa ora.

Questo aumenta la concentrazione e la consapevolezza di noi stessi e del piccolo rito che stiamo compiendo, donando all’atto di scrivere ancora maggiore forza.

 

Impari a mantenerti focalizzato

 

Scrivere può anche aiutarci a mantenere il focus; è un po’ come la tecnica dei 101 desideri (se non hai ancora letto l’articolo di Elvio ti invito a farlo), solo che possiamo metterci più di 14 parole, se vogliamo!

Dov’ero ieri? E oggi cosa ho fatto per coltivare il mio progetto?

Cosa sto costruendo? Perché desidero tanto quella cosa?

Quali difficoltà sto incontrando nella realizzazione dei miei sogni?

Solo ricordare queste domande, ogni giorno, può cambiarci la vita. Perché spesso, semplicemente, dimentichiamo ciò che vogliamo davvero, presi dalle cose che è nostro dovere fare.

Non muoviamo passi in quella direzione. Ci meravigliamo, poi, se non conduciamo l’esistenza che vorremmo?

Personalmente, scrivere il diario, mi aiuta anche a sintonizzarmi sulla gratitudine, ad accorgermi dei doni della vita, ma anche a complimentarmi con me stessa per i piccoli successi e traguardi.

In questo senso, scrivere diventa un focus per coltivare la gioia; un sentimento preziosissimo per portare nella nostra vita persone ed esperienze che risuonano con esso.

 

 

La stessa Anna Frank scriveva:

 

Chiunque è felice, renderà felici anche gli altri. Condividi il Tweet

 

Sarai in grado di fissare le intuizioni

 

All’inizio dell’articolo ho citato Castaneda. Infatti c’è chi afferma che Don Juan sia stato una guida interiore del giovane antropologo peruviano, più che un essere in carne ed ossa. Forse Carlos stava semplicemente indagando il suo io profondo.

Che sia vero o no, questo ci suggerisce un altro utilizzo del diario personale. Perché, infatti, non appuntare qui anche le nostre intuizioni, le affermazioni della nostra mente astratta e immaginativa?

Potremmo, nel tempo, mettere insieme i pezzi di uno strano puzzle e scoprire di aver avuto idee innovative, o scorgere persino i contorni di un progetto geniale. Magari di un libro (come forse ha fatto il caro Carlos)!

Se non fissiamo le intuizioni, però, presto si volatilizzano e non ne resta nulla.

 

Potrai perfino tornare bambino!

 

Ho avuto davvero tanti diari e una delle cose che più mi divertiva era… personalizzare la copertina!

 

 

Ne ricordo ancora uno su cui avevo incollato una luna e un sole di cartoncino.

Cosa cerco di dirti?

Che custodire un diario è anche una spinta a tornare bambini!

Ed anche ad avere i nostri piccoli segreti, a ritagliare carte colorate e conservare i biglietti dell’ultimo viaggio che abbiamo fatto!

È un mezzo per stimolare la nostra creatività e guardare alla vita come ad un’avventura. E se scrivendo ci accorgiamo che nelle nostre giornate non accade nulla di arricchente, possiamo cambiare rotta!

Ormai i social sono i nostri diari, ma fino a che punto possono essere autentici se ogni volta scegliamo cosa mostrare e cosa no? Se non conserviamo una parte al buio, in ombra, come potrà germogliare?

Quindi, caro lettore, se ancora non hai il tuo diario personale ti invito a procurartene uno o, meglio ancora, a crearlo con le tue stesse mani!

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