Deporre la spada, ovvero: Abbracciare e Accogliere i conflitti interiori

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Deporre la spada – Abbracciare e Accogliere i conflitti interiori

Siamo cresciuti con l’idea che bisogna lottare contro tutto e tutti, ci hanno insegnato che la vita non ti regala nulla, che devi sudare, combattere e vincere per vivere in questo mondo. E se invece non fosse proprio così?

Abbiamo preso talmente alla lettera questi insegnamenti che lottiamo costantemente anche contro noi stessi. Lottiamo l’emozione che non ci piace, vogliamo sconfiggere l’ego, abbattere i pensieri, uccidere quelle parte di noi che non ci aggradano o ci fanno soffrire.

Non credete sia tempo di cambiare approccio nei confronti della vita? Forse, e dico forse, questi vecchi schemi non servono più, non sono vantaggiosi e non ci faciliteranno a trovare quella serenità che tanto cerchiamo.

L’animale attacca o scappa.

Sono entrambe strategie di combattimento e lo stesso facciamo noi, nella stragrande maggioranza delle situazioni. L’uomo dal canto suo, con calma e senza fretta, dovrebbe cercare di trovare una terza opzione. Vediamo insieme se possiamo agire (invece di re-agire), in maniera diversa.

 

La terza opzione

 

Usiamo la strategia del combattimento animale (attacco o fuga) su qualsiasi cosa: combattiamo le nostre sensazioni, vogliamo fuggire da noi stessi, dalle situazioni e dalla morte, ma fuggire alla morte significa fuggire alla vita, combatti per la vita ma, in realtà, combatti la vita stessa.

Questo mondo duale si basa sulla separazione, sul confronto, sullo scontro, sul combattimento. Riesco ad arrendermi a queste situazioni? Riesco ad accettare nel profondo del mio cuore che anche tutto questo fa parte della bellezza della vita?

Ed è così che il guerriero depone la spada ed è pronto ad accogliere.

Ma cosa vuol dire realmente accogliere?

Accogliere significa portare dentro di se ciò che viene a farti visita. Accolgo tutto ciò che la vita vuole donarmi, tutto ciò che vuole offrirmi, perché la vita vuole renderci partecipi delle sue infinite facce. Accoglienza è abbandono, mi affido e mi abbandono all’ospite, emozione, sensazione o pensiero che sia, lo osservo e lo lascio andare.

La nostra tendenza è quella di combattere contro la vita, c’è da vincere un duello, vincere una sfida, sovrastare qualcuno o sentirsi migliore di qualcun altro. Vogliamo combattere per distruggere e annientare l’ostacolo, la prova, ma non c’è nulla di tutto ciò: niente dev’essere annientato, ma soltanto accolto.

 

Deporre la spada e accogliere la vita

 

guerriero nel mondo interiore

 

Il nostro guerriero interiore sta combattendo delle battaglie che non dovrebbe combattere. Deponendo la spada l’approccio e la visione della vita cambiano completamente. Non c’è nulla da combattere ma da comprendere (dal latino com-prehendere, com = tutti, prehendere = prendere, quindi prendere insieme, indi contenere in se’).

Mi riferisco soprattutto al costante rumore di spade che fa da sottofondo alla nostra vita.

Almeno nei vostri confronti, con voi stessi, con quello che siete e provate, con i vostri pensieri, emozioni, sensazioni, deponete la spada e accogliete tutto ciò che la vita vi vuole mostrare. Illuminate i vostri “ospiti interiori” come se foste dei soli, fateli accomodare, ascoltateli, curateli, quando staranno meglio, andranno via da soli.

È giunto quindi il momento di capire il ruolo del guerriero interiore ma, prima di farlo, ti chiedo solo un istante del tuo tempo: dai un mi piace alla pagina Facebook di Spiragli di Luce: ci aiuterai a crescere e rimarrai aggiornato sulle nostre pubblicazioni!

 

 

A cosa serve il nostro guerriero interiore?

 

È qui per aiutarci a coltivare il coraggio.

Se non hai assaporato la paura, se non l’hai sentita vibrare su ogni tua cellula, non potrai mai comprenderla pienamente. Ed è grazie al guerriero coraggioso che cominciamo ad intraprendere strade che non avremmo mai scelto.

Lo spirito del guerriero, forgiato dopo miliardi di battaglie legate alla sopravvivenza, ci aiuta a intraprendere nuove vie di consapevolezza. Si è reso conto che l’importante non è la battaglia in se, o il raggiungimento di uno scopo attraverso uno scontro, bensì ri-scoprire la propria verità, scoprire che il tuo nemico sei sempre stato tu.

Quando scopriamo questo, ha senso continuare a combattere e distruggere se stessi?

Io non credo, ed è così che il guerriero depone la spada e l’armatura, ma il suo spirito è più lucente che mai, la sua luce diventa la sua spada e la sua armatura, non gli serve sfoderare più nessuna arma perché lui è la stessa arma, la sua presenza basta per intraprendere qualsiasi strada, ed ecco che un nuovo guerriero di luce è apparso sulla terra.

 

Cambio l’avversario

 

battaglie interne a noi stessi

 

Negli ultimi anni si parla tanto di lavoro su di sé o percorso spirituale, ma lo stiamo facendo nel modo corretto? O abbiamo semplicemente cambiato l’avversario contro il quale combattere?

Se incominciamo a fare meditazione per sconfiggere i pensieri che ci assillano, se cantiamo i mantra per allontanare le emozioni spiacevoli o facciamo esercizi di presenza per sentirci spiritualmente più dotati…stiamo cambiando avversario! Non è importante quello che si fa; lo è molto di più come lo si fa.

Riesco ad accettarlo?

Questo è il primo passo; non ho detto accogliere, amare, trasmutare ma accettare tutto quello che accade nella nostra vita, soprattutto tutte le energie che si muovono al nostro interno.

Questa secondo me è la vera partita che dobbiamo giocare: accettare ogni giorno, ogni attimo, tutto quello che siamo. Non riesco ad accettarlo? Osservo me stesso che non riesce ad accettare. Vi posso assicurare che questo esercizio è essenziale se si vuole migliorare la propria vita.

La vita è magnifica perché ognuno ha il suo cammino, le strade sono infinite, alcune s’intrecciano, altre sono lunghe, altre ancora sono veloci ma ripide, ognuno sceglie quella che lo fa stare meglio o, forse, dovrebbe cominciare a farlo.

Il Non siamo forse qui per essere felici, sereni e gioiosi?

 

Il paradosso della battaglia

 

Qualcuno, arrivato a questo punto, potrebbe chiedersi: non c’è il rischio di evitare qualsiasi confronto e di diventare “buonisti”?

Assolutamente si, il rischio c’è, infatti le mie parole si riferiscono ai combattimenti interni, le mie parole vogliono stimolare l’amore per se stessi.

Ecco che allora il combattimento potrebbe manifestarsi a “livello materiale” ma dentro di noi sfocerà  l’unione, la compassione e quella sensazione speciale legata alla sincronicità. Cominceremo a vedere bellezza, gioia e perfezione dove prima non l’avevamo mai vista.

Le mie sono solo parole, quel che cerco di trasmettere è la mia pura e semplice esperienza. Stanco di lottare ho compreso che non potevo fare altro che arrendermi a tutto e a nulla.

Lasciamoci andare, come quando si fa il “morto” al mare, ti affidi all’acqua, l’acqua ti sostiene, ti coccola, ti trasporta e nel contempo ti godi anche il cielo azzurro e senti il calore del sole che ti scalda e ti dona energia.

Fermati, deponi la spada e respira. Lasciati inondare dal momento, qualunque esso sia.

 

E per concludere un…dialogo con il Sole!

 

dialogo con il sole

 

Vi lascio con questo dialogo con il Sole, sperando che possa aprirvi ad altre intuizioni.

O Sole, cosa vuol dire non combattere?

Che vuol dire deporre la spada?

Caro amico mio, cosa vuol dire combattere, questo è il punto. Una parte contro l’altra, se cerchi l’unione non può esistere lo scontro. Accetta il cammino altrui. Vi giudico forse per le vostre scelte? Vi combatto per non farvi fare delle scelte?

No, anzi, illumino le vostre scelte inconsapevoli, perché è grazie a queste che crescete. Illumino, non brucio, faccio luce, non sconfiggo l’oscurità, non ho avversari ma degni compagni. Ho accolto tutta la luce dentro di me e questa ora si riversa fuori, come una cascata senza fine.

Il punto caro mio, è che amo tutto di me stesso.

 

Ed ora sono io, Elvio Rocchi, che “riprendo la parola” dopo questo bello Spiraglio di Francesco Viero, uno dei nuovi autori che pubblicheranno, nei prossimi mesi, qui sul blog.

Come sempre ho un suggerimento per proseguire la lettura…e cosa poteva essere se non il primo Spiraglio pubblicato da Francesco? Lo trovi qui:

L’arte di scegliere la Gioia – F. Viero

 

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