Lasciar andare la paura di Amare, come si fa? (+ rito della Quercia)

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Come lasciar andare la Paura di Amare (+ Rito della Quercia) – di Vanna Ivone

Lasciar andare la Paura di Amare – Donarsi oltre le aspettative e le ferite passate | di Vanna Ivone

 

Ti è mai capitato di essere perdutamente innamorato, eppure non riuscire ad avvicinarti davvero all’altra persona? O di avere difficoltà ad aprirti agli altri, a mostrare loro il tuo affetto? Alcuni esperti parlano di philofobia, ma credo che dare dei nomi specifici alle paure, spesso, finisca solo per peggiorare le cose.


In questo Spiraglio ti parlerò, con uno sguardo evolutivo, di come lasciar andare la paura di amare: non siamo, infatti, “casi umani” ma esseri in continua crescita. Vedremo insieme da quali ferite deriva questa paura e alcuni strumenti per vivere l’amore in modo sano e costruttivo, per finire con un piccolo rito.

 

Secondo la mia esperienza, ci sono due tipi di ferite che impediscono all’amore di scorrere liberamente. L’Amore dovrebbe fluire tra le persone come acqua di fiume, ma spesso incontra ostacoli, come sassi lungo il suo corso.

Prima di addentrarci nel tema delle ferite, però, voglio sottolineare che per relazioni intendo legami di qualsiasi tipo: rapporti di coppia, rapporti familiari, amicizie e, perché no, anche le relazioni professionali: non può l’Amore, sotto forma di stima, rispetto e riconoscenza scorrere anche sul lavoro?

Prova ad immaginare l’amore come un corso d’acqua tra punti ad altitudini diverse: una montagna e un lago, un lago e il mare, due laghi, due fiumi.

Secondo quanto insegnano le Costellazioni Familiari, l’amore scorre sempre da chi è “più grande” a chi è “più piccolo” e questo è un punto molto importante, che ti chiedo di ricordare.

Quindi, seguendo la metafora del corso d’acqua, l’amore fluisce da chi sta più in alto a chi sta più in basso. Questo ha una motivazione profonda che si può riassumere con le parole del Profeta di Gibran

 

La Vita procede e non s’attarda su ieri (Khalil Gibran) Condividi il Tweet

 

L’amore, insomma, deve essere scambiato per sua natura, perché è l’essenza stessa della vita e non può fermarsi.

 

Due ferite pesanti come massi

 

ferite emotivei grandi come pietre

 

Tornando ai massi, le due paure che ci impediscono di avvicinarci all’altro sono quella di essere rifiutati e quella di essere abbandonati.

La quasi totalità degli esseri umani, si porta dietro dall’infanzia queste ferite.

Il primo distacco, vissuto dal neonato come abbandono, avviene al taglio del cordone ombelicale. Diversi genitori, non a caso, scelgono parti alternativi, come quello in casa o nelle cosiddette case del parto e diverse neo-mamme decidono di lasciare essiccare il cordone senza tagliarlo (Lotus Birth).

Queste accortezze non devono stupirci: i bambini, soprattutto nei primi anni di vita, hanno una sensibilità estrema all’ambiente esterno: stanno raccogliendo informazioni per poter sopravvivere!

La loro mente si sta formando per vivere al meglio gli anni a venire. Per cui sono sufficienti un rimprovero, un’espressione facciale o l’indifferenza per provocare sensazioni di disagio, tristezza e rabbia che poi, ripetute nel tempo, possono cristallizzarsi in una ferita.

Ti chiedi cosa ha a che vedere questo, con la difficoltà di instaurare relazioni appaganti, colme di emozioni benefiche e d’amore?

 

Guarigione Emozionale
Liberarsi dalle dipendenze con il metodo del Chopra Center

 

Può capitare che un’azione apparentemente innocua del partner, richiami dal tuo inconscio sensazioni di abbandono o rifiuto: un ritardo, una frase, una piccola dimenticanza. Ci sono momenti della vita in cui siamo particolarmente sensibili, o stressati e basta poco per scatenare una reazione di chiusura o un litigio.

Ogni volta che emergono situazioni di tensione di questo genere, osservati e domandati se sono del tutto reali o derivano da una ferita passata.

Chiedersi: “Perché sto male? E’ davvero l’altro che ha sbagliato, o ha semplicemente toccato qualcosa di delicato in me?” è essenziale. Guardare se stessi prima di colpevolizzare l’altro può fare la differenza, in ogni tipo di relazione.

Se siamo consapevoli del nostro dolore e dei nostri limiti, la paura che l’altro possa scoprirci diminuisce, il bisogno di doversi difendere passa.

Conoscere le proprie ferite e iniziare a guarirle (con un aiuto esterno o meno), è il primo passo per lasciare andare la paura di amare. In questo senso, ti consiglio la lettura di questo Spiraglio: Il tempo non guarisce tutte le ferite – Una riflessione Alchemica

 

Le aspettative intralciano l’amore

 

aspettative in amore

 

Altro aspetto importante sono le nostre aspettative personali.

Si tratta di tutte le cose che consideriamo fondamentali in una relazione, che siamo convinti l’altra persona debba darci. Quando una di queste viene a mancare, ci sentiamo destabilizzati.

Molte aspettative derivano da piccoli bisogni, anche naturali, come quello di attenzioni o di confrontarsi con l’altro. Ma se dimentichiamo che il centro siamo noi e che siamo uno con l’amore, a prescindere dall’altro, rischiamo di cadere nella trappola delle aspettative.

Quando crediamo che l’altro debba donarci amore nel modo che ci aspettiamo, lo stiamo mettendo “più in alto” e questo accade, spesso, solo perché abbiamo paura di amare l’altro così com’è.

Perché accettare l’altro è accettare noi stessi, così come siamo.

Ricordate la frase di Gibran, l’amore scorre da chi è più grande a chi è più piccolo? E’ un meccanismo che va bene nel procedere delle generazioni, quando si passa dai genitori ai figli. Ma in ogni albero genealogico che si rispetti i due coniugi si trovano sullo stesso piano.

Nella coppia non dovrebbero esserci un ‘più’ e un ‘meno’ costanti, ma due fiumi che avanzano sulla stessa collina e, improvvisamente, si incontrano e si gettano l’uno nell’altro: contemporaneamente danno e ricevono.

Come due cuori collegati che pulsano a ritmi alterni: quando uno dà, l’altro riceve e viceversa.

Scriveva Shakespeare:

 

il mio amore è come il mare: più ne do a te, più ne possiedo, perché entrambi sono infiniti (W. Shakespeare) Condividi il Tweet

 

L’Amore contempla il dono così come l’accettazione del dono. Per molti la paura di amare è, infatti, paura di ricevere amore.

Quindi lasciar andare le nostre aspettative e le pretese ci libera dal sentirci “meno” dell’altro, mentre lasciar andare le nostre corazze di sicurezza ci libera dal sentirci “più”. Così l’amore accade, a prescindere da noi. Ed è questa la cosa più bella: liberare quel fiume che scorre.

Concludo parlandoti di un bel rituale, “il rito della quercia”, perfetto per lasciar andare la paura di amare, ma prima ti chiedo solo un istante per dare un mi piace alla bella pagina Facebook di Spiragli di Luce! Aiuti questo blog a crescere e rimani in contatto con le nostre pubblicazioni!

 

 

Il rito della quercia

 

rito della quercia

 

Mentre scrivevo questo post ho ricordato un bellissimo rito fatto due anni fa, nel mese di Novembre.

Il rito della quercia mi è servito per sciogliere un legame che mi provocava sofferenza e lasciar andare la paura di tornare ad amare.

Liberarsi dal dolore non vuol dire chiudere definitivamente con quella persona, bensì lasciare andare un peso, rendere la relazione più sana.

Credo che la forza di ogni rituale sia l’intento con cui si esegue, prima degli strumenti che si utilizzano.

A novembre le energie iniziano a divenire introspettive e affondano nel sottosuolo, le querce sono rigogliose e verdi e spuntano i ciclamini. Un momento ottimo per lasciare andare e piantare un nuovo seme.

Se il cuore sente di doverlo fare, però, si può eseguire questo rito anche in un altro momento dell’anno.

Vi occorrono semplicemente una foto con la persona con la quale sentite di dover risolvere qualcosa, una piantina fiorita (nel mio caso era, appunto, un ciclamino), dell’acqua e… una quercia!

La quercia è un albero particolare, che rappresenta la saggezza, non a caso era considerata sacra presso diversi popoli.

 

Istruzioni per il rituale della Quercia

 

Scegliete un posto piuttosto isolato, dove non tornerete più, e scavate una buca per la vostra piantina. Prima di farlo, prendete la foto e osservatela.

Cosa vi provoca a livello emotivo?

Qual è il dolore che non vi consente di fidarvi ancora dell’amore?

Potete dirlo a gran voce, e magari affermare:

 

Io (nome e cognome)

Consegno la mia sofferenza alla terra, e così mi libero

Consegno la mia paura alla terra, e così mi libero

Affido questo legame all’amore della terra, affinché possa trasformarlo

Ora sono libero!

Grazie! Grazie! Grazie!

 

Mentre dite queste parole, mettete la foto nella buca e gettateci sopra della terra. Poi, proprio lì, piantate il vostro fiore e innaffiatelo per tre volte.

Ecco fatto, ora potete andare, ma ricordate di prendere tutto e… non voltatevi più!

Non voltatevi assolutamente, in nessun caso.

Avete ormai seppellito la vostra paura di amare!

 

E ora sono io, Elvio, che concludo ringaziando Vanna Ivone per questo suo primo Spiraglio con cui debutta come autrice su Spiragli di Luce. Dato che oggi è l’8 marzo faccio auguri di cuore a tutte le donne e lascio, come sempre due letture:

La magica unione tra Spiritualità e Narrativa: Ali di Sabbia di Vanna Ivone (per conoscere meglio Vanna e le sue opere letterarie e spirituali)

L’importanza del rituale per vivere più felici

(per approfondire la tematica del rituale)

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Rituali e Incantesimi della Magia delle Fate
Antiche cerimonie, rituali magici, invocazioni, talismani, incanti, formule, segreti delle Arcane signore della magia

 

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