Se hai avuto paura, anche tu, del “treno che passa una volta sola nella vita”, credo proprio che tu possa mettere da parte questo timore. In questo Spiraglio scopriremo perché ?✨
Caro amico, o cara amica,
da un po’ di tempo a questa parte sto riflettendo sul mito del “treno che passa solo una volta”. E voglio essere sincero: ogni volta che ne sento parlare, mi fa sorridere.
Perché si tratta, appunto, di un mito.
Ognuno di noi, infatti, cammina sul sentiero della vita con una certezza: quella di possedere le carte in regola per portare a termine tutte le proprie missioni personali.
Il sentiero della vita
Forse non succede a tutti, ma se ti trovi qui, su Spiragli di Luce, qualcosa mi dice che, a un certo punto del tuo cammino, sia arrivata una sorta di chiamata.
Non ne sono certo, però un uccellino mi dice che questa potrebbe essere arrivata in seguito a una crisi.
Perché la crisi, arriva per svegliarci: ti dà un schiaffo in faccia, ma lo fa non perché è cattiva.
Lo fa per aiutarti a rompere gli schemi, a spezzare gli indugi, a farti scoprire nuove prospettive. Così, col suo impeto di disperazione e rinnovamento, finisce per scaraventarti fuori dalla tua zona di confort.
A me è successo. Ne parlo, ad esempio, qui:
Leggi anche: “VIA LA MASCHERA!!! – Il mio cambiamento“
Ma è accaduto, in realtà, a milioni di persone in tutto il mondo.
Solo che c’è una domanda che, giunto a quel punto, potresti porti. La classica domanda “da un miliardo di dollari” (perché noi non ci accontentiamo del classico “milione” ??).
Come si fa ad imboccare il sentiero giusto?
La risposta è “troppo bella per essere vera”.
Ma è vera! Solo che, appunto, in tanti non ci credono, perché sembra troppo semplice.
La trovi qui di seguito
Il sentiero giusto è situato…proprio di fronte a te

Nel momento sincronicamente perfetto in cui vieni al mondo, ti connetti con un piano evolutivo.
Questo, a sua volta, è strettamente connesso con una tua parte spirituale, che possiamo per ora chiamare Anima.
Leggi anche: “Siamo Anime immortali – Il cammino dell’Anima sul Pianeta Terra“
Esso racchiude le sfide, le scoperte e anche le meraviglie che ti attendono lungo il sentiero.
Questo concetto era largamente conosciuto nelle antiche saggezze indiane ed orientali, che si riferivano ad esso chiamandolo “grande gioco della vita” e sostenevano che, prendendone parte, ciascun essere umano avesse la possibilità di vincere.
“Vincere”, in questo caso, significa compire la missione, comprendere cosa sei venuto a fare sulla Terra ed impegnarti poi per realizzarla.
Bene, ora potresti chiedermi:
“Ma cosa c’entra tutto questo col treno che passa solo una volta?” ?
C’entra perché l’ipotesi del treno che passa una volta sola fa pensare che l’opportunità di realizzarti, di seguire la tua vocazione, debba arrivare in una sola, unica e beffardissima occasione.
Perduta quella, ti arrangi, non ce ne saranno altre.
È una visione fatalista (forse pure poetica?) ma, per fortuna, non veritiera.
Le ragioni sono tante e non possono essere elencate in uno spiraglio solo, vanno dalle varie dimensioni in cui si estrinseca l’esistenza (che qualcuno chiama “parallele”) alla natura stessa del nostro io spirituale.
Detto in parole più semplici: per davvero vogliamo pensare che l’Anima, che secondo gli antichi maestri aspettava fino a 700 anni per tornare a incarnarsi, incentri tutto su una singola e fatale opportunità che, mancata quella, bisognerà attendere qualche altro secolo?
E se invece il tuo cammino, quello che ti conduce alla tua realizzazione personale, professionale e spirituale, fosse sempre a un passo da te?
Io ti dico che è a un passo da te.
E tu mi chiederai:
“E come si fa a capire qual è”?
Eh, caro lettore, bella domanda. Proprio così: una bella, anzi, bellissima domanda. Avevo un amico, anni fa, che quando gli chiedevano una qualsiasi cosa rispondeva sempre e solo così:
“bella domanda”.
Può sembrare una sciocchezza, invece sono convinto che lo facesse per un motivo per nulla banale, cioè: per lasciare al suo interlocutore la possibilità di trovare la risposta.
E se la risposta, allora, fosse che la tua vita è come una grande opera d’arte?
Se essa, caro amico, o cara amica, assomigliasse a una statua da modellare?
Come la statua si crea togliendo le parti in eccesso, lo stesso potrebbe accadere nella tua vita. Percorri senza indugio i vicoli ciechi, ma ti mantieni presente al punto da tornare sui tuoi passi e scegliere una strada migliore.
E se persisterai, ancora…e ancora…alla fine di strade ne rimarrà una sola, quella che stavi cercando. Quella del treno che ti ha pazientemente aspettato, ed ha continuato a passare fino a quando non sei salito a bordo.
Il sentiero giusto

Si, ma come si imbocca il sentiero giusto?
Come ti accennavos, spesso, facciamo fatica a comprendere che il punto non è sapere cosa aggiungere, bensì cosa togliere. Proprio come Michelangelo con le sue sculture.
Questo, nel Tao, viene chiamato “il principio della pietra grezza”.
Ne parlo in uno spiraglio intitolato “Cosa significa alchimia” troverai il link a fine articolo.
Ripetiamolo (repetita juvant): sei qui, sul pianeta Terra, per imparare a lasciare i sentieri che non portano da nessuna parte; e, accantonati questi, imboccare quello giusto per te.
Fin qua, forse, è chiaro, ma manca ancora un tassello. Quello che potresti chiedermi, adesso…potrebbe suonare, più o meno…così:
“e che succede, Elvio, se chiudo una porta che doveva rimanere aperta?”
Il treno che passa una volta sola…continua a passare finché…

Anche questo l’avevo già scritto, ma ora puoi leggere questa frase in un’ottica nuova.
Se chiudi la porta giusta, sai cosa farà?
Si riaprirà da sola.
Sì, lo so che sembra facile. Ti dirò una cosa: la Gioia è facile. Solo che spesso siamo troppo scoraggiati per crederci.
Ti porto un esempio personale.
Quando avevo 19 anni, stremato dalle difficoltà del mondo della musica, ma anche dal lavaggio del cervello che subivo da chi avevo intorno, smisi di suonare per (sic!) “garantirmi un futuro sereno“.
Quindi, mi iscrissi a ingegneria.
Solo che la musica mi mancava tremendamente.
Una mancanza che, giorno dopo giorno, si ingigantì fino a diventare intollerabile.
Fu così che ripresi a suonare: all’inizio solo una mezz’oretta, prima di cena, poi sempre più frequentemente, fino a quando presi la decisione di lasciare il lavoro e gettarmi anima e corpo per seguire la mia passione.
Da lì a poco mi sarei esibito su centinaia di palchi, in tutta Italia.
Ah, e non solo in Italia. Anche in Spagna. Anche in sud America, come ad esempio…

…qui, una performance nel Parque de la 93, a Bogotà, la capitale della Colombia.
La porta chiusa, a malincuore, si era nuovamente spalancata.
E non è un caso isolato, il mio, ti potrei fare migliaia di esempi.
Comunque sia, il treno che doveva passare solo una volta…era passato di nuovo.
Qual è il momento per salire a bordo?

In conclusione: sì, i treni continuano a passare ma, oggi, ora che sono passati un bel po’ di anni dalla pubblicazione di questo Spiraglio – siamo nel 2026 – voglio aggiornarlo perché mi sono reso conto che ci manca una parte fondamentale.
Tutto quello che hai letto è vero, e funziona, ma questo non può diventare una scusa per non salire a bordo.
Sì, mio caro, o mia cara, il treno potrebbe passare più e più volte, tuttavia, è vero che c’è un treno che non passa più…ed è quello…delle occasioni che perdiamo quando rinunciamo a coglierle.
In altre parole, se hai il sogno di scrivere un libro, o di fare un lungo viaggio, probabilmente l’opportunità che non cogli a 30 anni tornerà quando ne avrai 40, ma…
…ma nessuno ti potrà restituire le esperienze che ti sei precluso in quei 10 anni di procrastinazione.
Questo, ovviamente, non è un finale scritto per scoraggiarti, al contrario, lo scrivo per motivarti, per dare quella piccola spinta conclusiva: ora sai che – probabilmente – dopo quel treno che non stai prendendo ne arriverà un altro…tuttavia…sai anche che la vita è adesso, quindi, se senti che è il tuo, rompi gli indugi, e sali a bordo!
Come sempre chiudo consigliandoti altre due letture.
Il primo è lo spiraglio nel quale parlo del principio della pietra grezza e si chiama:
Il secondo, dato che abbiamo parlato di cammini evolutivi riguarda un libro a cui tengo molto…lo trovi in questo spiraglio:
Il salto quantico dalla tristezza alla felicità – Il potere di Adesso.
E se questo post sul famigerato treno che passa solo una volta ti è piaciuto, se ti ci sei rispecchiato o rispecchiata, lo puoi condividere.
Sì, lo so che l’occasione per farlo tornerà, lo so che il treno ripasserà, lo so, lo so ?
Tu, però, puoi condiverlo adesso ?
Trovi qui sotto i pulsanti per farlo
Grazie e arrivederci al prossimo spiraglio.

Semplicemente fantastico…davvero complimenti
Il viaggio è già la destinazione…
Grazie mille cara Marianna,
proprio così, nel viaggio è già contenuta sia la partenza che l’arrivo, con tutte le tappe intermedie con i loro grandi e profondissimi insegnamenti, anche se non sempre, questi ultimi, facili da cogliere a prima vista.
Molto interessante questa visione del treno che …ripassa. Ci credo 😉
Già,
è una visione basata sul fatto di averlo (per fortuna!) comprovato in prima persona. Un abbraccio Fulvia 🙂
Ho quasi 55 anni e ancora non ho capito qual è la mia missione in questa vita, qual è la mia natura. Non voglio terminare questa reincarnazione senza averlo scoperto ma comincio a perdere le speranze
Mai perdere la speranza! Inoltre, ne sono certo, nella tua vita avrai già svolto innumerevoli “missioni”…il punto è che…non sempre ci è chiaro a cosa corrisponde questa parola. Anche superare un tratto caratteriale disarmonico può essere una missione!
Un caro saluto ✨
Elvio