La legge di attrazione non serve ad avere una macchina nuova

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La legge di attrazione non serve per avere una macchina nuova

Questo post è dedicato a portare un po’ di chiarezza sulla celebre legge di attrazione. Dobbiamo sempre ricordarci che le leggi Universali sono, come dice la parola stessa: Universali. E servono a servire uno scopo molto più grande di quello del nostro ego

Mi capita sempre più spesso, quando si parla di legge di attrazione, di sentire frasi come queste:

 

“È tanto che sto desiderando e visualizzando la “tal cosa” ma non mi arriva, come mai?”. 

“Da molto desidero una vincita al Superenalotto, ma non ho ancora vinto. È colpa delle mie credenze limitanti?”

 

A tali domande, seguono a volte risposte quali:

 

“Non stai desiderando nel modo giusto, perché dato che volere è potere, possiamo ottenere tutto quello che vogliamo”. 

 

Ciò che mi domando è: siamo proprio sicuri che le cose stiamo così?

Non voglio affermare che le credenze limitanti non siano un ostacolo, vorrei però fare una riflessione su un punto: se usare la legge di attrazione in questo modo, non significhi distorcerla per servire i bisogni spiccioli dell’ego. 

Assomiglia un po’ ad un ritorno a scuola: davanti i primi della classe, che usano la legge nel modo giusto ed attirano ciò che vogliono, dietro i ripetenti, che non si applicano o, pur applicandosi, non riescono ad attirare alcunché. Una divisione come possiamo vedere piuttosto duale. 

Le leggi universali non sono state create per soddisfare i bisogni dell’ego, ma per servire gli scopi ben più alti dell’anima. 

Dal punto di vista della personalità, non ottenere ciò che vogliamo è visto come una sconfitta. Se guardiamo le cose da un punto di vista evolutivo, invece, non vedere soddisfatti i capricci dell’ego, assume tutt’altro significato.

Se non hai ben chiaro cosa afferma la legge, ecco uno spiraglio in cui ne parlo: Legge di attrazione (o legge di risonanza): come funziona

Chi è che desidera?

 

chi è che desidera? l'anima o l'ego?

 

Proviamo a porci questo interessante e misterioso quesito: chiediamoci chi è che desidera: è la mia anima che vuole ottenere quella determinata cosa, o il mio ego?

Ti faccio un semplice esempio: gestisco un bar e non arrivano abbastanza clienti. Cerco di farne arrivare di più usando la legge di attrazione: chiedo – credo e mi preparo a ricevere… ma per quanto aspetto, di un cliente neanche l’ombra.

Sono io che sbaglio qualcosa, o magari il fatto che non arrivano mi sta indicando che quella non è la mia strada?

Altro esempio sono i desideri d’amore. Chiedo credo, magari persino pregando e visualizzando, di poter stare con una persona che, nonostante i miei sforzi, rifiuta il mio corteggiamento.

Non sono capace ad usare la legge, o semplicemente quella persona non è giusta per me? 

L’ego, la personalità, ha tanti desideri, spesso compulsivi e disarmonici, vorrebbe continuamente ottenere oggetti, veder realizzate situazioni e raggiunti risultati, perché cerca la felicità all’esterno.

Ma la felicità, se è un po’ che leggi questo blog, credo che avrai già compreso che non si trova all’esterno! Più la cerchi fuori da te e più andrai avanti a desiderare, all’infinito. 

Ecco perché, se non capiamo prima chi è che desidera e non ci chiediamo se quel desiderio sia veramente evolutivo la legge di attrazione, ammesso e non concesso che funzioni, rischia di trasformarsi in una vera e propria trappola. 

 

L’accettazione

 

accettare pe evolvere

 

Anche se può sembrare strano, desiderare può significare opporre resistenza alla vita. 

Questo è un passaggio molto delicato, quasi impossibile da comprendere a livello mentale, ci si può arrivare solo per intuizione. Se desidero qualcosa, significa che quello che ho già non mi basta. Resisto alla vita, lotto con il presente. Anziché lasciar fluire, tiro su un muro, mi separo da ciò che la realtà circostante sta cercando in tutti i modi di comunicarmi.

Tra l’altro, nel mondo anglosassone si dice: what you resist, will persist. Ciò a cui resisti, persiste.

E mi sembra già di sentir arrivare la domanda…

okay Elvio….ma come posso accettare qualcosa che mi fa star male?

Ti ricordi che ho detto poco fa che non si può “capire” questo passaggio? C’è bisogno di un salto quantico di coscienza. Prova a vederla così: dimenticati del significato classico di “accettare”: non sto affatto dicendo che devi farti piacere una situazione che non ti fa star bene.

Sto dicendo, invece, che ogni situazione che si manifesta lo fa per insegnarci qualcosa. Solo quando comprendiamo l’insegnamento si apre una porta per lasciar andare ciò che ci fa del male.

E come si comprende l’insegnamento? Il primo passo è, appunto, accettare. 

Nel caso durissimo e a volte terribile di una malattia, questa non arriva a caso. la malattia è un grido disparato dell’anima, che cerca con tale strategia di mettere l’individuo nelle condizioni per evolvere. È naturale e legittimo desiderare di guarire, eppure, persone più sagge di me, sono venute su questa Terra, per ricordarci che anche una malattia arriva per darci un messaggio. Prima accettiamo la sua comparsa ed il suo perdurare, prima apriremo le porte della guarigione.

 

Ognuno di noi ha una missione sul pianeta Terra

 

scoprire la propria missione

 

Sappiamo che ognuno di noi non si è incarnato “a caso” in una data famiglia, città ed epoca storica. Ciò che siamo, è frutto di una pulsazione universale perfetta, che ci ha portato ad essere esattamente dove dobbiamo essere. Se usi la la legge dell’attrazione per cambiare la tua realtà senza prima aver compreso perché la tua realtà è come è, rischi letteralmente di tradire la missione che ti è stata assegnata. 

È il caso narrato nel bellissimo film (e libro) “Conversazioni con Dio”. Ovviamente il protagonista desiderava uscire dalla sua situazione di indigenza, ma ciò è avvenuto solo quando ha compreso come la sua superficialità nel rapporto col femminile, gli stava distruggendo la vita.

Nell’episodio in cui corteggia la ragazza sull’autobus, avendo una evidente ricaduta, si vede chiaramente come la realtà, che gli aveva regalato una prima via d’uscita, gli si ritorce rapidamente contro.

Ti racconto un episodio più personale.

Qualche anno fa un amico, insegnante di yoga, mi parlava spesso di un suo desiderio un po’ particolare, voleva guadagnare grandi somme vincendo con i “gratta e vinci”. A suo dire, lo voleva per poter così lasciare il lavoro e dedicarsi al solo insegnamento dello yoga. 

Non c’è che dire, l’idea di base era nobile, se non che, leggendo il tema natale di questa persona, scoprii che aveva dei fortissimi valori nel Capricorno, che è il segno per eccellenza del lavoro e delle sfide personali, in ambito lavorativo e non.

Che cosa stava accadendo? Il suo ego intuiva una missione animica di insegnamento nello yoga, ma per poca chiarezza lo voleva tradurre nella strada più semplice: vincere un sacco di soldi e, come si suol dire, “mollare tutto”. Peccato però che, la sua missione capricorniana, gli imponesse di doversi guadagnare col sudore della sua fronte quel risultato. 

Ecco perché tutti i soldi investiti in quei biglietti erano vani. Se anche avesse vinto, avrebbe letteralmente bruciato le possibilità evolutive del suo segno. Una volta compreso questo meccanismo illusorio, questo ragazzo si dedicò con molta passione e impegno allo yoga, ad aggiornarsi, a studiare. Dopo cinque anni da quell’episodio, proprio l’anno scorso, ha aperto la sua prima scuola di yoga, riuscendo a farlo con i soli propri sforzi.

 

La legge di attrazione non serve per attirare macchine

 

usare la legge di attrazione per attirare oggetti

 

Lo so, avrei potuto scegliere tanti altri titoli, ma alla fine ho optato per questo. È ironico, mi piace. Non intendo, ovviamente, che sia sbagliato desiderare oggetti materiali, niente affatto.

Ma c’è una ragione per cui l’ho chiamato così: in una società materialistica e totalmente impazzita per i beni di consumo, è innegabile che la legge di attrazione venga utilizzata spesso per voler ottenere oggetti o, magari, considerazione status sociale. 

Ricordiamoci che anche la legge di attrazione la possiamo usare all’ottava bassa oppure in quella alta: dunque come un potente strumento evolutivo. 

Chiediti: cosa si nasconde dietro quel desiderio? Chi ci sta dietro, l’ego o l’anima? 

Vuoi avere la Ferrari per poter sedurre tantissime donne che rimarranno affascinate dal rombo del motore e dal tuo sorriso quando apri la portiera? In quel caso, senza dare giudizi morali, ti dico semplicemente che questo atteggiamento non è evolutivo e, a lungo andare, ammesso e non concesso che la legge ti consegni per davvero la fuoriserie, porterà comunque a delle delusioni.

Nulla è più effimero di una felicità condizionata dal possesso di oggetti, persone, situazioni esteriori. Dipende se vogliamo usare la legge per evolvere verso la gioia o rimanere schiavi di situazioni incontrollabili.

Come dice il nome stesso, la legge di attrazione è, appunto, una legge, proprio come la legge di gravità. E proprio come essa può essere usata per far stringere il cappio intorno al collo di un condannato, distruggendo oppure per sfruttare la forza dell’acqua in caduta libera, creando energia che genera ed aiuta la vita. A te la scelta.

Namasté.

Elvio

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2 comments

  1. Ciao, l’articolo è certamente molto interessante e la maggior parte dei concetti che hai espresso mi sembrano decisamente condivisibili… tuttavia una cosa mi lascia un po’ perplessa: tu accosti il concetto di legge di attrazione a tematiche quali le incarnazioni dell’anima (in un determinato luogo, famiglia, status….) temi natali e situazioni che si manifestano per insegnarci qualcosa ( desiderare qualcosa in contrasto con l’obbiettivo che dovrei raggiungere equivale a ” tradire la missione che ti è stata assegnata.” ) , insomma, tutte affermazioni che condivido ma che personalmente mi sembrano più associabili al concetto di destino che a quello di legge di attrazione……. non credi che sia contraddittorio parlare di legge di attrazione in questo caso? Sembra che, in un certo senso, si sottintenda che solo ciò che è giusto per te ti arrivi, il resto no….. però in teoria chi crede nella legge di attrazione sostiene che, a patto di volerlo realmente, nulla sia impossibile…

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    • Cara Elisa, grazie del tuo commento e delle tue belle parole che contribuiscono a fare chiarezza e ad approfondire ancor di più le idee espresse in questo Spiraglio.
      Il progetto della nostra Anima è veramente grandioso, lungimirante e saggio, molto oltre la nostra comprensione. Se ci fosse dato di percepirne la grandiosità del disegno certamente la nostra vita si trasformerebbe all’istante!

      Ogni persona che sceglie la via dell’evoluzione deve lavorare duramente (e gioiosamente) per abbandonare ogni sorta di paura e dubbio sul fatto che questo piano non sottenda l’idea di perfezione. A quel punto, certamente dice bene chi sostiene che tutto è possibile a patto di volerlo, sarà però compito di ognuno comprendere in che modo concretizzare realmente nella propria vita questa bella intuizione.

      Un buon approfondimento su questo tema lo si può trovare qui:
      https://spiraglidiluce.org/2015/12/16/una-ragione-in-piu-per-avere-gratitudine/

      Ancora grazie e un abbraccio di Luce per te!
      Elvio

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