Soffrire per amore: perché succede? - Spiragli di Luce Blog

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Soffrire per amore: perché accade?

Soffrire per amore è proprio inevitabile o, forse, esiste una via d’uscita?

Credo che nessuno, nemmeno tu che stai leggendo in questo istante, possa dire che non gli sia successo di soffrire per amore. 

È incredibile, vero? L’amore dovrebbe essere la cosa più bella del mondo e invece, spesso e (mal)volentieri, ci fa soffrire terribilmente.

Ma perché accade? 

I motivi sono svariati e probabilmente non basterà questo post per indicarli tutti. Credo però che un punto di partenza sia iniziare a prendere in esame alcune credenze che abbiamo sull’amore e sulla vita di coppia. Vediamo alcuni proverbi: 

 

In amore vince chi fugge

In guerra e in amore, tutto è lecito

L’amore non è bello se non è litigarello

Il matrimonio è la tomba della passione

L’amore comincia col canto e finisce col pianto (proverbio siciliano)

…e si potrebbe continuare a lungo!

Ora, il punto è questo: abbiamo visto negli scorsi spiragli come siamo noi a creare la nostra realtà.  Se le mie credenze creano la mia vita, nei suoi più svariati aspetti, quanto influiranno le mie credenze sull’amore sui miei rapporti sentimentali?

Se penso che in amore vince chi fugge, quante opportunità avrò di vivere in modo equilibrato una relazione? E se affermo che il matrimonio è la tomba della passione, quante probabilità avrò di vivere un matrimonio felice? Avere una serie di schemi e di credenze negative sull’amore è un po’ come costruire una casa in una zona sismica senza prendere le dovute precauzioni: alla prima scossa rischierà di crollare.

 

Il “peccato originale”: l’attrazione

 

Perché una persona ci attrae? Cosa ci piace nell’altro? Ci siamo mai soffermati seriamente nel porci questa domanda?

Ti è mai capitato che qualche amico/amica ti raccontasse una serie infinita di pene d’amore, basate su situazioni poco chiare, bugie, partner che “sparisce” ed atteggiamenti discutibili? Sono sicuro di si. Forse è capitato anche a te. A me, personalmente, è successo.

Come si può essere attratti da qualcuno che ci fa star male? 

Questa è la prima domanda che dobbiamo porci.

Spesso nei primi incontri, persino nei primi dialoghi e incroci di sguardi, c’è già scritta buona parte della storia del rapporto. Un’amica mi confessò un giorno che (cito testualmente) “fin dai primi momenti aveva sentito che avrebbe sofferto con quel ragazzo” ciò nonostante “non riuscì a tirarsi indietro”. 

Ebbene si, capita che fin dai primi momenti, quell’attrazione che nasce spontanea e a cui non sappiamo dare una spiegazione, porti con sé anche i motivi che poi scateneranno la sofferenza successiva.

Cosa ci piace nell’altro

 

Ci sono delle cose belle e pure che amiamo nell’altra persona, ma ci sono anche elementi tossici dis-equilibranti. C’è chi va alla ricerca di caratteristiche dei propri genitori, chi è attratto dalla stabilità economica o dalla posizione sociale dell’altra persona, chi non riesce a resistere alla bellezza e chi al fascino.

Una ragazza cresciuta senza padre può essere attratta da partner molto più anziani, trovando così il padre che non ha avuto, così come un ragazzo cresciuto con una madre autoritaria, potrebbe essere attratto da ragazze autoritarie, nel desiderio inconscio di riappacificarsi con lei. Chi è cresciuto in una situazione economica precaria potrebbe sentirsi attratto da chi possiede molto denaro, e così via.

Sono tutti casi in cui è l’inconscio a scegliere. 

Ovviamente nell’essere attratti dalla bellezza e dal talento non c’è nulla di male, ma il punto è: quanto ne siamo consapevoli? Quanto siamo noi, in piena coscienza a scegliere e quanto sono, invece, queste “calamite interiori” a desiderare l’altro?

La pratica dell’auto-osservazione che insegnava G. Gurdjieff (per chi volesse approfondire, uno spiraglio in cui ne parlo è: Come funzionano i nostri pensieri) focalizzata su questo aspetto, ci può aiutare a non soffrire per amore.

Mi sembra già di sentire una vocina che dice: “io sono attratto solo da cose nobili e pure, non mi interessa né il denaro né il potere!” Può darsi. Credo però che se veramente fossimo attratti solo dal bello attraverso una coscienza attenta e serena, l’amore non sarebbe ammantato da tutta la sofferenza che lo circonda.

Rendi cosciente l'inconscio, altrimenti dirigerà la tua vita e tu lo chiamerai destino (C.G. Jung) Condividi il Tweet

 

come superare una delusione d'amore

Ognuno di noi è responsabile

 

Troppe volte ascoltiamo frasi cariche di odio e invettive nei confronti dell’ex di turno. Dare la colpa all’ex marito o all’ex moglie non è più ammissibile per chi sta svolgendo un lavoro su sé stesso.

Risvegliare la propria coscienza significa aprirsi ad una nuova visione: sono io che creo il mondo in cui vivo e sono io il responsabile della mia creazione, con tutti gli oneri ma, soprattutto, con tutti gli onori del caso. Come chiosa lo scrittore Juan Camilo Medina Gomez nell’ultimo post: “siamo creatori, figli del grande creatore e stiamo co-creando” (se vuoi leggere il post eccolo: Come si uccide una fata?).

Posso allora contemporaneamente sostenere di creare la realtà e dire che il mio ex era uno (scusate) stronzo? Non ha senso! Bisogna fare attenzione a questa strana forma di schizofrenia spirituale: è umano avere difficoltà ad accettare che le cose siano andate in un certo modo, così come lo è provare rabbia…ma arrivare a giustificare la rabbia è un “lusso” (si fa per dire) che chi sta su un camino evolutivo non si può più permettere. È anche uno dei fattori che ci fa soffrire per amore…

Ho scritto un post su Facebook su quanto si disprezzino gli “ex”… e la resistenza che ha generato mostra quanto ancora alcuni di noi siano afferrati all’idea che nelle altre persone ci sia qualcosa di sbagliato. Il punto è: e se anche fosse? Non sei stato tu a decidere di stare con l’altra persona? Ti ha obbligato qualcuno a scegliere proprio quel compagno tra tutti quelli che potevi sceglierti?

Qualcuno ha detto che i partner cambiano nel tempo, verissimo…ma…cosa non cambia? Cambiano le stagioni, il corso dei fiumi, il colore dei capelli, le situazioni che viviamo e i valori morali della società. Perché l’altro dovrebbe fare eccezione? Una domanda utile per noi stessi può essere, invece, chiederci quanta chiarezza avessimo nel momento in cui abbiamo scelto quella persona e quanto chiaro fosse il nostro piano di vita comune.

Assumersi la responsabilità può essere doloroso, ma poi si tramuta in una gioiosa opportunità per evolvere. Può essere anche una via per, appunto, smettere di soffrire per amore. Ricordiamo anche che responsabilità è un concetto molto diverso da colpa. Se vuoi approfondire, ecco un postLegge di attrazione e senso di colpa. Come uscirne?

 

 

“Senza un po’ di gelosia non è amore”

 

gelosia nella coppia

 

 

Non esiste nulla di più falso. La gelosia è legata alla paura di perdere l’altro ed alla possessività. La possessività è legata ad un credenza egoica che l’altro si possa possedere.

Non diciamo, forse, mio marito, mia moglie o il mio ragazzo, la mia ragazza? Non diciamo che abbiamo perso qualcuno? Lo diciamo eccome! Solo che le persone non sono oggetti, non si possono né vincere, né perdere, né possedere. Le persone arrivano per insegnarci qualcosa. Possiamo essere grati di ciò che arriva, che è sempre in prestito. 

non dire che hai perso qualcuno, dí che l'hai restituito (Epitteto) Condividi il Tweet

E invece spesso si crede di poter dire all’altro con chi uscire e con chi no, cosa è lecito fare e cosa no. E magari si giunge a considerare “normale” controllare di nascosto il cellulare, per vedere se magari si “scova” qualche messaggio che non dovrebbe esserci. Soffrire per amore dipende anche da tutto questo (spiraglio consigliato: L’amore ai tempi di WhatsApp).

Nella coppia del futuro non ci sarà spazio per l’idea di possesso. Questo non significa che verrà meno la fedeltà, anzi! La fedeltà non significa controllare l’altro o stabilire regole rigide di comportamento. Fedeltà significa fiducia sincerità rispetto ad un patto che si vuole rispettare. Se ti fidi della tua ragazza, non hai problemi neppure se va al cinema con un amico, loro due da soli. Forte eh? Lo so, non è facile. Ma pensaci: cosa ti spinge a dirle di non andarci o ad affermare che quando si è fidanzati non si fanno certe cose? Se ti fidi al 100% di lei (e tu di lui) anche in una situazione così non ci saranno problemi. Se non ti fidi, i problemi arriveranno ad ogni sguardo scambiato per la strada.

 

Smettere di soffrire per amore è possibile? 

 

soffrire per amore

 

Certamente. Proviamo a fare un breve riassunto. 

 

Indaghiamo le nostre credenze sull’amore: più ne scoveremo di negative, più il segnale di allarme rosso dovrà squillare e metterci sull’avviso: il rischio che la realtà che vivremo si conformi ad esse è elevatissimo.

Osserviamo che cosa ci attrae nell’altro, non in modo mentale bensì osservando senza giudicare. Le scoperte che faremo ci renderanno più capaci di costruire una relazione basata sull’evoluzione e sull’armonia.

Ricordiamo che siamo responsabili delle situazioni che viviamo. Sono io che creo la realtà, se l’altro mi fa male è perché io l’ho permesso. Se ognuno nella coppia inizia a ragionare in questo modo, la relazione farà passi da gigante.

Lavoriamo sulla possessività. Nessuno è in grado, dal giorno alla notte, di costruire un rapporto basato sull’amore incondizionato. Smettiamo intanto di dare per scontato che l’altro ci appartenga e di poter interferire nelle sue decisioni. Concentriamoci invece sulla fiducia e sulla sincerità.

Smettere di soffrire per amore è possibile, anche se l’argomento è lungo e sicuramente arriveranno altri spiragli su questo riguardo. Se vuoi farmi sapere come la pensi, lascia un commento e se il post ti è piaciuto, dagli un mi piace

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Per proseguire la lettura e rimanere in tema, ti suggerisco questo SpiraglioNel vero Amore non c’è Gelosia.

…e se lo desideri lo puoi condividere sui social network. Grazie per essere stato qui e arrivederci al prossimo spiraglio. 

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3 comments

  1. Ciao Elvio!

    Sono d’accordo: siamo responsabili e spesso siamo giudici implacabili di noi stessi.

    Ma io credo in un’esistenza tranquilla 😉

    Al prossimo Spiraglio!! 🙂

    Rispondi
  2. Ciao Elvio, molto interessante il tuo articolo. concordo soprattutto con il concetto di “sono io che creo il mondo in cui vivo e sono io il responsabile della mia creazione”: è da un po’ che me ne sto rendendo conto nella pratica quotidiana. E le nostre relazioni non sono da meno: se impariamo a guardarle senza giudizio capiamo che esse sono uno specchio in cui possiamo osservarci per conoscere quegli aspetti di noi che non riusciamo a vedere e che ci hanno spinto verso quella persona. Abbiamo un bisogno viscerale di conoscere noi stessi, di comprenderci e di accoglierci, soprattutto nelle nostre fragilità. Se impariamo a fare questo le nostre relazioni saranno più salutari e mature. grazie mille!

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  3. Proprio così, le relazioni sono una vera e propria scuola che ci permette di conoscerci: l’altro, attraverso i suoi comportamenti, finirà prima o poi per mostrarci lati oscuri di noi, che fatichiamo a riconoscere, e quindi ad accettare.

    Se per caso volessi approfondire questo argomento, ovvero, il fatto che “l’esterno è interno”, che siamo noi a creare la nostra realtà, ti consiglio questo post:
    https://spiraglidiluce.org/2016/10/31/che-tu-creda-di-farcela-o-meno-avrai-comunque-ragione/

    C’è poi uno spiraglio dedicato alla legge di risonanza, e quello lo trovi qui:
    https://spiraglidiluce.org/2015/07/29/legge-di-risonanza-o-attrazione/

    Grazie a te per il bel commento, ciao!

    Rispondi

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