Chi critica le persone che fanno polemica sul terremoto, finisce per fare il loro gioco - Spiragli di Luce

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Chi critica le persone che fanno polemica sul terremoto, finisce per fare il loro gioco

Dopo il violento terremoto che ha colpito il centro Italia sono scoppiate polemiche su questioni futili e fuori luogo, tirando in ballo immigratikarma ed unioni civili. Polemiche sterili e prive di senso. Ma anche chi ha attaccato queste persone ha in qualche modo contribuito a fare polemica ed amplificarla, in questo post tenterò di chiarire il perché. 

Innanzitutto, devo dire che sono profondamente deluso. Può darsi che la delusione non sia un sentimento “spirituale”…non importa miei cari. Pazienza. Sono umano e mi vivrò la mia delusione in tutta la sua impattante potenza, cercando di non identificarmi, ma vivendola fino all’ultimo granello emotivo. Sono deluso ed anche un po’ arrabbiato, con questa Italia così miope, così fredda e cieca.

Una calamità naturale porta con sé, oltre alla tragicità degli eventi, al dolore, anche un grande senso di unione e di fratellanza. Questi due sentimenti, spontanei, di solito, sono i mattoncini in cui si inizia la ricostruzione emotiva. Prima ancora della ricostruzione con acciaio e cemento, bisogna consolare e rinfrancare gli animi. Ma cosa è successo, invece, nei giorni immediatamente successivi al terremoto del centro Italia? Polemiche a non finire. Critiche. Litigi. Tutto quanto non è opportuno accada in certi frangenti, quando le parole d’ordine dovrebbero essere silenzio, disciplina solidarietà, è accaduto.

Prima è partita la polemica contro gli immigrati negli alberghi di lusso. Poi quella di alcuni estremisti cattolici secondo cui il terremoto sarebbe una “punizione divina”. Ciliegina sulla torta, la vegana che invoca il karma come causa del terremoto, dato che ha colpito il paese natale dell’amatriciana.

Ho saputo di queste notizie non direttamente, ovvero, leggi bene questo passaggio non le ho lette personalmente, le ho lette perché alcuni miei contatti, sui social network, le riportavano. Ho dato un’occhiata veloce ai post dei miei conoscenti e amici ma nessuno (per fortuna!) si sognava di pubblicare sciocchezze simili. Ciò nonostante, decine e decine di amici hanno ripubblicato, magari per criticarle, queste strampalate critiche.

Scrivo questo post perché spero di chiarire un concetto, che a quanto pare non è per niente chiaro, ovvero che facendo così si alimentano queste polemiche, si ingigantiscono, si fa loro forza. E cioè: apparentemente sembra che mi sto schierando “contro” a ciò che dicono queste persone, ma in realtà (o forse, allo stesso tempo) gli sto facendo da megafono, da risuonatore. 

Nell’era del social network, condividere una notizia (non importa se per appoggiarla o per criticarla) equivale ad amplificarla. 

Prendete il caso mio: nessuno stava pubblicando scemenze su immigrati karma. Lasciando le cose come stavano, ovvero evitando di scrivere e riscrivere e ripubblicare etc. io non mi sarei neanche reso conto che qualcuno, da qualche parte in Italia, aveva detto tali frasi. Invece, così facendo, hanno avuto un impatto mediatico enorme.

Nell’epoca in cui viviamo, anche se può sembrare curioso, la carta stampata riprende le notizie dei social network. Proprio così: se su Facebook nasce una polemica, il Corriere della sera gli dedica un articolo, creando un pazzesco effetto domino nella diffusione fuori controllo di notizie prive di una reale sostanza.

Cosa si sarebbe potuto fare allora?

Niente. Non si doveva fare proprio niente. C’era da stare in silenzio. Punto. Cosa fai quando un bambino fa i capricci? Lo ignori o ti ci metti a discutere? Perché dai…non posso pensare che verament una vegana che spara stupidaggini sul karma meriti una risposta seria.

A quanto poi ho scoperto non si tratta di una “vegana qualsiasi” bensì di un personaggio televisivo quindi  (consciamente od inconsciamente), alla ricerca di notorietà. Come fate a non capire, voi che le avete risposto, che così facendo le avete regalato esattamente ciò che lei voleva ovvero che si parlasse di lei? 

Mi spiace per chi si offenderà, ma per quanto mi riguarda chi si è messo a rispondere per le rime a queste persone ha contribuito esattamente come loro, e non meno, al clima di malessere ed odio che si è creato in piena emergenza.

Quando iniziai a praticare yoga, ormai sette anni fa, mi venne insegnato un principio: criticare o lottare contro qualcosa, significa alimentarlo. Da buon occidentale mi sembrava piuttosto bizzarro come concetto. Mai come in questo caso vedo quanto sia vero.

“Non serve a niente essere contro la guerra, bisogna essere per la pace”.

(Madre Teresa di Calcutta)

Ma quindi Elvio, mi stai forse dicendo che tu, di fronte a certe vergogne preferisci non reagire? Preferisci non fare niente?” 

Niente affatto. La mia reazione è l’indifferenza. Credo ancora che sia la reazione piu potente che esista.

Ho scritto questo post col cuore in mano. E forse può sembrare che sto contribuendo pure io ad alimentare tutto questo. Spero di no. Il mio intento è far si che una prossima volta, augurandoci che non ci sia, una prossima volta, si scelga la via piu saggia, quella del silenzio.

Namasté

Elvio

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6 comments

  1. Sono pienamente d’accordo con te…
    Si leggono tante di quelle schifezze che mi innervosiscono notevolmente, quindi è proprio vero che la calma è la virtù dei forti, rispondere serve soltanto a fare il loro gioco.
    Complimenti bel post !!!!!

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    • Grazie. Peccato non saperlo dire con le uova, ma solo con le parole hehe

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  2. nella primaparte del post parli di chi ha messo in gioco immigrati, karma ed unioni civili…non so dove tu l’abbia letto, ma è veramnte stupido e non vedo a cosa porti, o addirittura quali siano gli agganci con il terremoto.
    Personalmente non ascolto nè le polemiche, nè le belle storie, le valuto solo se sono le mie orecchie o i miei occhi a vederli. Per il resto cerco di fare fatti, solo fatti. L’undifferenza è buona parte su alcune polemiche, ma se serve di farlo (e ripeto muoversi) per qualcosa di concreto, l’indifferenza diventa letale. E’ quella che meglio funziona in Italia (vogliamo parlare delle scuole e degli edifici “a norma” che continuano a venire giù?).

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    • La relazione non c’è. La relazione, vado a istinto, credo che stia nell’insoddisfazione e nell’eccessivo “mentalismo” si alcune persone. Dato che ormai hanno questa “fissa” degli immigrati negli hotel, appena sentono la notizia del terremoto la mente corre a cercare, attraverso il percorso piu breve, ovvero quello piu battuto, l’associazione, il dato piu simile a quello che possiedono…et voilà! La polemica è servita! Utilità? Nessuna. Danni? Molti. Ma anche tutto questo serve per evolvere…

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      • Lo so che sembro pessimista, ma l’evolvere in Italia….mi sa di un tantino irreale. Spero di sbagliarmi e farò mea culpa tutta la vita.

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        • L’evoluzione, intesa come evoluzione interiore, ha a che fare solo in parte con il luogo in cui ti trovi. Anzi, trovarsi in un paese in cui ci sono contrasti ed attriti, come l’Italia, può addirittura favorirla 😉

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