Senso di colpa e Legge di Attrazione. Come uscire dalla trappola

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Legge dell’attrazione e senso di colpa. Come uscire dalla trappola?

Noi esseri umani…siamo proprio strane creature! Se scopriamo di poter cambiare la nostra vita perché ad un certo punto prendiamo coscienza di avere questo potere, invece di farlo, ci sentiamo in colpa per non averlo fatto prima. Ma la verità è che di colpe non ne abbiamo affatto! Vediamo perché.

Eccoci qua di nuovo a parlare di legge di attrazione o legge di risonanza

Immagino che tu sappia già di cosa si tratta, ma se così non fosse provo a fare un veloce riassunto.

In cosa consiste la legge di attrazione

 

La legge dell’attrazione stabilisce che tutto ciò che accade nella vita è attirato da noi secondo la particolare energia che possediamo: per essere un po’ più pratici, l’insieme delle esperienze che abbiamo vissuto creano in noi una serie di schemi mentali, emozionali e comportamentali che “attirano” alcuni eventi/persone piuttosto che altri.

Si parla invece di risonanza perché si suppone che un essere umano, al pari di uno strumento musicale, sia caratterizzato da una propria frequenza di risonanza, appunto, la quale è in grado di vibrare con alcuni eventi piuttosto che con altri.

Da qui i vari proverbi quali “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” oppure “aiutati che Dio t’aiuta”  o, ancora, “Se vuoi che la vita ti sorrida, sorridi alla vita” e molti altri. La letteratura in materia è veramente vastissima e non mi dilungherò più di tanto su questo punto. Alla fine del post, elencherò due risorse elaborate da me, per chi volesse approfondire questo argomento.

Sei ormai solo a un passo dal entrare nel vivo di questo post…ma prima…caro lettore e cara lettrice appassionato/a di spiragli ti chiedo solo un piccolo e veloce mi piace per ripagarmi delle notti insonni (scherzo…anzi…in parte è vero!) che passo a scrivere post come questo…

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grazie e…proseguiamo!

Il senso di colpa è in agguato

 

La legge dell’attrazione è interessante e bellissima, il problema è che questa società, in particolare quella italiana, è letteralmente invischiata, sommersa, infangata dal senso di colpa. 

Avendo viaggiato un po’ posso dirvi che noi italiani non siamo certo gli unici a provare questo determinato sentimento però….diciamo che in un’ipotetica classifica mondiale dei paesi più “colpiti” da senso di colpa…beh, siamo messi “bene” (si fa per dire…).

In pratica scatta un meccanismo tipo questo: in un primo momento la legge si rifiuta, per vari motivi, perché a scuola non ce ne parlano, perché non la capiamo, non riusciamo a renderci conto che sia così, non abbiamo occhi per vedere e siamo distratti e mille altre cose. Poi arriva un momento in cui si inizia a prendere in considerazione la possibilità che ci sia del vero. In genere, a quel punto, arrivano i primi riscontri. 

Tutto bene? Iniziamo a comprendere quindi di essere padroni del nostro destino? 

Niente affatto, perché il più delle volte, appunto, interviene il famigerato senso di colpa. Si inizia cioè a pensare: se sono io a “creare” tutto, allora ciò che mi è accaduto è COLPA mia! 

È l’inconscio che crea

 

Per prima cosa, puoi stare tranquillo (o tranquilla). Creiamo la realtà con l’interezza del nostro essere: con tutto ciò che sappiamo di essere ma anche con tutto ciò che non sappiamo di essere.

Se cresco in una famiglia in cui mi viene inculcato in senso del pudore è probabile che tenderò ad avere un certo tipo di morale e di giudizio riguardo al sesso. Ma non è “colpa” mia…in quella famiglia ci sono nato, quei giudizi timori sono frutto di un’educazione che mi è stata impartita, non importa se fatta di sguardi e occhiatacce o di discorsi veri e propri. Questo aggregato emotivo attirerà poi per risonanza alcune situazioni piuttosto che altre. La domanda quindi è:

Come faccio a ritenermi responsabile di qualcosa che non so di essere? 

Echart Tolle, nel suo bellissimo libro “Il potere di adesso” sostiene che, nonostante nel mondo new age si dica spesso che si è responsabili di ciò che si crea, non si può ritenere responsabile chi vive nell’incoscienza. 

Ti porto un esempio personale.

Fino all’adolescenza ero piuttosto schivo e complessato, temevo le derisioni degli altri e mi sentivo l’ultima ruota del carro. Il percepirmi in quel modo faceva si che, in gruppo, con gli amici, tenessi a stare in disparte. Questo tipo di atteggiamento energetico faceva sí che spesso e volentieri venissi poi realmente messo da parte…e cioè, per risonanza, per attrazione mi ritrovavo nelle situazioni che temevo: mi dicevano bugie, non mi invitavano, mi prendevano in giro, etc.

Ovviamente ero io a “creare” tutto ciò…ma…una volta smascherato il “colpevole”….come avrei potuto sentirmi in colpa? Mentre tutto ciò accadeva io non riuscivo a rendermene conto. Ero un creatore inconsapevole.

Guadagnata poi che ebbi la fiducia in me stesso, le discriminazioni e gli abusi finirono come per magia. E piano piano ho iniziato ad essere stimato e benvoluto. La risonanza funziona. Sempre.

Rendi cosciente l'inconscio, altrimenti l'inconscio dirigerà la tua vita (C.G. Jung) Condividi il Tweet

 

Siamo responsabili, non colpevoli

 

Altro punto fondamentale: sostituiamo la parola colpevole con la parola responsabile. A parte che è più bella da sentire (la persona in contatto con la propria evoluzione aspira alla bellezza) ma poi, se ci pensi, mentre colpevole è a senso unico (sono colpevole di qualcosa di negativo che ho fatto) responsabile ha invece una doppia valenza. Posso essere responsabile sia di un fallimento che di un enorme successo, tanto di un gesto di codardia quanto di uno di generosità. 

Usiamo quindi responsabile. Significa che iniziamo ad avere la coscienza che, nel bene e nel male, abbiamo la capacità di creare il nostro futuro. 

 

Il senso di colpa è utile?

 

Pongo sul serio questa domanda. Perché a volte ci siamo così attaccati che sembra proprio che sia per noi un qualcosa di importante. Non lo vogliamo lasciare andare. 

Poniamo che per tanti anni, e in diverse relazioni io sia stato tradito. Bene, il punto ora è: voglio o non voglio che questo smetta di accadere? E cioè: voglio sentirmi in colpa o voglio smettere di farmi tradire? 

Poniamo invece che io venga da anni di lavoro precario. Le cose vanno apparentemente bene, ma mi ritrovo sempre punto da capo: vengo licenziato e perdo il lavoro. Comprendo che io sono il co-creatore di quella situazione. Quindi: voglio sentirmi in colpa o magari smettere di farmi licenziare? 

Il senso di colpa è inutile. Anzi, se fosse inutile sarebbe neutro, ma in realtà è controproducente

Ti paralizza, ti blocca, è una zavorra, non ti permette di migliorare, ti fa soffrire e ruba la tua energia. Nella tua testa è balenata per la prima volta l’idea che sei responsabile (non colpevole) di ciò che ti è accaduto finora? Bene, usa a tuo favore questa informazione! Lascia perdere rimpianti e latte versato e concentrati su ciò che vuoi.

Quel te stesso che è stato male, se anche se sei stato tu a provocargli quel male…non c’è più. Il nuovo te stesso è già lì ad aspettarti. Cosa aspetti ad andare ad abbracciarlo e goderti le meraviglie che ti spettano?

Caro lettore e lettrice, se vuoi farmi un regalo, manda questo post ad un amico che senti abbia bisogno di leggerlo. Io ti ringrazio e ti do appuntamento, come di consueto, al prossimo Spiraglio. 

Elvio

 

Approfondimenti: 

 

Come funziona la legge della risonanza

La legge dell’attrazione (video)

La legge di Attrazione non funziona? Attiri ciò che sei, non ciò che vuoi

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