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Un mostriciattolo chiamato “ego”

In questo spiraglio affronto un tema centrale nella spiritualità: che cos’è l’ego? Come si manifesta? Come riconoscere ciò che è egoico? Come lavorarci? – Terza puntata dedicata a mente cuore

Cari amici,

questa è la terza puntata delle quattro dedicate alla nostra mente ed al nostro cuore.

Se ti sei perso le due precedenti, qui trovi la prima: Come funzionano i nostri pensieri.

Qui, invece, la seconda: Le nostre idee non sono nostre.

Proseguiamo il percorso andando a conoscere una parte di noi, un vero e proprio mostriciattolo che si annida…niente poco di meno che…dentro noi stessi. 

Signore e signori, finalmente anche qui su Spiragli di Luce ci dedicheremo a lui, al “mostriciattolo” chiamato ego.

Ma cos’è l’ego? E perché lo definisco “mostriciattolo”?

Proviamo a rispondere. L’ego è l’identificazione con la superficiecon il nostro involucro esteriorecon la nostra personalità

G. Gurdjieff distingueva tra personalità, il nostro carattere, che in gran parte abbiamo “assorbito” dall’esterno ed essenza, il nostro essere più profondo, ciò che siamo al di là delle maschere e del ruolo che stiamo recitando nel mondo.

Il bambino che strilla perché i genitori non gli comprano il giocattolo incurante degli altri clienti del negozio (e dei loro poveri timpani) è un esempio di come si può divenire preda dei deliri del nostro ego. Il papà (che magari lo rimprovera) non è da meno quando, pochi minuti dopo, inizia a strombazzare all’impazzata all’automobilista che non parte al verde.

Il mostriciattolo è presente in tutti i settori della vita: politica, lavoro, scuola, ospedali, piscina, palestra, persino in chiesa e persino in una bella scuola di yoga. 

Nonostante nello yoga si predichi il distacco dall’ego, non è raro, soprattutto in occidente, che nella pratica si dia un particolare accento all’essere “bravi”. 

Guarda Tizio come fa bene il saluto al sole. Guarda Caio come esegue alla perfezione shirshasana. Ovviamente non c’è niente di male ad elogiare chi con impegno riesce ad acquisire una buona pratica, ma se questo sconfina nella credenza di essere più “bravi” degli altri, “superiori” ad essi, a quel punto il vero messaggio dello yoga (la cui radice significa unione) è indubitabilmente andato perso.

Vale la pena, anzi il piacere, aggiungere anche che lo yoga non è una ginnastica, bensì, lo stare nelle posture è uno dei numerosi passi che, eseguito in un certo modo, costituisce il sistema filosofico ed evolutivo dello yoga. Questo, magari, sarà un argomento da approfondire in un successivo spiraglio. 

 

Chi è l’autore di questi “fraintendimenti”?

 

È, appunto, l’ego, il nostro mostriciattolo che stiamo imparando a conoscere.

L’ego separadistingue e giudica, divide il mondo in giusto e sbagliato, in bello e brutto e nella distinzione più classica di tutte: quella fra bene e male. 

Ai tempi dell’università feci per un periodo il rappresentante degli studenti. Ciò mi diede modo di osservare da vicino molti professori universitari. Mi colpiva il fatto che, nonostante la loro ineccepibile erudizione, alcuni si comportassero peggio dei bambini: orgogliosi, suscettibili, puerili, una frase detta male o una parola mancante su un documento avevano il potere di farli andare su tutte le furie.

Una volta un docente, imbestialito perché (secondo lui), qualcuno aveva “osato” mettere in discussione la sua autorità, diede in escandescenze gridando: “Ma dove vi credete di essere? Chi l’ha creato questo dipartimento?! L’ho fatto io, capito??!! Iooooo!!!”

E va bene! L’hai fatto tu! – Avrei voluto rispondergli – invece, come tutti, stetti zitto, ridendo però sotto ai baffi.

Guai a contraddire chi è sotto il controllo del mostriciattolo.

Già allora mi chiedevo: com’è possibile che questo docente universitario, depositario del grado più alto della sapienza occidentale si comporti come un ultras allo stadio? Ancora una volta, era mosso dall’ego.

Chi vive identificato con l’ego, dimentica la propria Anima.

 

Essere Anima – un esercizio

 

Nel bellissimo libro Il potere di adesso di Echart Tolle c’è una frase che recita: “solo l’ego può avere ragione”. 

Trovo queste parole di una bellezza e poeticità sconfinate: quante volte sprechiamo energie per aver ragione riguardo a qualcosa?

Dividiamo tutto in due polarità opposte: “sono d’accordo” e “non sono d’accordo”E se invece provassimo ad ascoltare emotivamente chi ci sta parlando?

Se vuoi, puoi provare a cimentarti in questo potente esercizio spirituale. Quando qualcuno ti parla e la tua mente non concorda con lui, anziché rispondergli, prova ad osservare il tuo desiderio di contraddirlo. Chiediti se davvero è necessario. E, soprattutto, accendi il cuore. Alimenta, anche solo per un minuto, la capacità di mettere da parte la dualità costituita dal binomio torto-ragione, ed ascoltalo emotivamente. 

Potresti scoprire di riuscire a sentire il perché afferma ciò che afferma, comprendere da dove viene quella persona e come si è formato il suo pensiero.

 

La “lite” delle traduttrici di “Il potere di Adesso” e l’identificazione

 

Nella prefazione a “Il potere di adesso”, le due traduttrici raccontano di come si fossero trovate a discutere sul significato di un termine, identificate con le proprie ragioni ed arrivando quasi a litigare.

Scoprirono che, proprio quando l’attrito diventava eccessivo, il messaggio del libro le riportava nel qui ed ora (dimostrando così in modo prorompente di essere valido) e ogni tipo di frizione svaniva: il mostriciattolo mollava la presa, il termine giusto per entrambe si svelava da solo.

L’ego è identificazione. 

Ti identifichi coi pensieri (che, come abbiamo visto, non sono tuoi), con le emozioni, i tuoi titoli di studio, la tua posizione in azienda.

Più ti identifichi con tutto ciò, più lo diventi e viceversa. La voce dell’Anima diventa un sussurro effimero ed inconsistente, stritolato dall’assordante strombazzare del mostriciattolo.

L’ego, inoltre, si manifesta anche in modo meno percettibile. Una persona timida può identificarsi con la sua timidezza. Nonostante sia un’Anima (immortale) che sa come raggiungere la Gioia si identifica con la persona introversa e taciturna che crede di essere.

In tanti anni di insegnamento ho visto genitori che, ovviamente senza volerlo né saperlo, contribuivano ad alimentare i problemi dei figli. Come? Semplicemente dicendo: “mio figlio ha il tal problema”. A forza di sentirselo dire tutti i giorni, di venire presentati agli altri come “individui con un problema”, come potevano questi poveri ragazzi liberarsene?

L’ego è una specie di attore: si appropria di corpo, mente ed emozioni ed inizia la sua recita. Per dirla ancora meglio, l’ego è il regista e gli attori siamo noi che, senza saperlo, eseguiamo la recita che lui ci assegna.

 

Trascendere ed integrare l’ego

 

Come si cambia? 

Il primo passo è smettere di identificarci. Si smette attraverso l’auto-osservazione: nel prossimo spiraglio troverai esercizi di presenza utili a questo scopo.

Per fare un esempio: anziché identificarci con la rabbia, seguendola come il cane segue il padrone, osserviamola. Senza reprimerla. Osserviamo come si muove in noi. Se vuoi approfondire questo argomento, gli ho dedicato uno spiraglio: Gestire la rabbia: suggerimenti pratici per riuscirci

Io che ho sofferto d’ansia posso dire che anche questa è prodotta dal mostriciattolo: le mie paure raggiungevano livelli insopportabili.

Grazie all’osservazione, però, mi accorsi che i pensieri che più temevo apparivano solo in determinate circostanze: quando l’ansia era forte, quando mi identificavo con lei. Erano però temporanei, passeggeri. E, prima o dopo, sparivano.

Non erano altro che un delirio dell’ego. Iniziai a guarire dall’ansia quando mi dis-identificai dai terribili pensieri che l’accompagnavano. Il problema non erano quei pensieri in sé, bensì il fatto che io gli prestavo attenzione. 

Non appena tornai ad ascoltare il canto della coscienza (anziché il baccano del mostriciattolo) l’ansia se ne andò. E, liberatomi di pensieri parassiti, grazie alla legge dell’attrazione, iniziai ad attirare situazioni sempre più luminose. Il circolo vizioso, diventò virtuoso. 

 

Quel mostriciattolo chiamato “ego” – conclusioni

 

Chiudo questo spiraglio con un’affermazione di una lucente veridicità: la vita è bella. 

Ho impiegato tanti anni per iniziare a sentire che lo fosse, ed ora che lo sento, mi da una gran gioia condividere con te questo mio nuovo stato sul blog.

Aggiornamento 2017: sempre più persone mi scrivono, sempre più persone sentono l’esigenza di cambiare, evolvere, fare pace col proprio passato, abbandonare lo scetticismo spirituale per imboccare finalmente il proprio cammino evolutivo. Questo processo lo stiamo facendo tenendoci in contatto attraverso la Community Evolutiva, alla quale ti potrai iscrivere tramite questo link 

P.s. sai da dove vi scrivo? Dall’aereoporto di Bologna, da cui tra mezz’ora partirò per Madrid e da lì…Bogotà, Colombia. Il prossimo post sarà da là! Ciao!!!

 

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Qui trovi la quarta ed ultima puntata, con gli esercizi di risveglio: 5 esercizi di Crescita Personale (per la mente e per il cuore)

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3 comments

  1. Grazie Elvio che ci sei e grazie per il tuo lavoro

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  2. Ciao Elvio, illuminante il post! Forse può essere che la Legge dell’Attrazione non funziona sempre perché a volte per realizzare i nostri desideri,dobbiamo prima guarire le nostre ferite ed affrontare le paure che ne derivano perché queste hanno una carica magnetica più forte?

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    • Proprio così,

      tra la parte conscia e l’inconscio è quest’ultimo a prevalere, per far sì che la volontà si allinei con l’inconscio serve un grande lavoro, costante, quotidiano, fatto con tanto amore e sacrificio. Inoltre la legge di attrazione a volte ha anche altre ragioni, che vanno oltre l’inconscio, per cui non funziona, ho proprio pubblicato ieri un post che ti linko qui sotto:
      La legge di attrazione non serve per avere una macchina nuova
      Buona lettura e grazie per il commento! 🙂

      Rispondi

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