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Costruendo un mondo migliore, visita al “Proyecto Gaia” – Permacultura

Sono stato al “Proyecto Gaia”, un meraviglioso campo di lavoro in Colombia, in cui ragazzi di tutto il mondo studiano la Permacultura e ci impegnano per costruire un mondo migliore, ecco il racconto

Un saluto di cuore a tutti e benvenuti a questo Spiraglio.

Voglio dedicare questo nuovo Spiraglio alla Permacultura. Nelle ultime settimane sono stato a visitare due interessantissimi luoghi, qui in Colombia, dove ragazzi e ragazze di tutto il mondo stanno già mettendo in pratica un modo di vivere più sostenibile e rispettoso del Pianeta che ci ospita.

E so che, forse, ti starai domandando: chi sono i ragazzi della foto? 

Quello a destra sono io, ma gli altri due? C’entrano forse qualcosa con la Permacultura? Può darsi ma….lasciamo per ora in sospeso la questione e addentriamoci in questo fantastico argomento.

 

Che cos’è la Permacultura

 

Ne avevo già sentito parlare nel mio primo soggiorno qui in Colombia, ed avevo poi letto un libro. Avevo anche già provato a mettere in pratica qualche piccola cosa sia nella casa dove abito, a Bologna, sia nell’Eco B&B che gestisco con la mia famiglia (che, se ti interessa sapere dov’è e cosa facciamo, trovi qui: Eco B&B “I due Oleandri”) ma mai e poi mai avrei potuto immaginare, fino a quando ho conosciuto persone che hanno deciso di cambiare radicalmente la propria vita, che fosse una disciplina tanto vasta, complessa e interessante.

Ma come ho conosciuto la Permacultura? E, soprattutto, cos’è la Permacultura?

Parto dalla prima domanda.

Quello che avevo capito leggendo il libro è che le attività umane utilizzano molte più risorse di quelle che producono e che questo, inevitabilmente, porterà al collasso se non decidiamo da subito di cambiare il nostro stile di vita. Si tratta quindi di coltivare in modo più sano, comprare prodotti biologici, di stagione, locali, sostenere i contadini e gli allevatori delle comunità in cui si risiede, ridurre i consumi e gli sprechi, riciclare non solo la spazzatura ma anche beni che non usiamo più incentivando il mercato dell’usato, il baratto e lo scambio.

Per fare un esempio, quando tornai dalla Colombia a vivere a Bologna mi resi conto che nel mio appartamento condiviso di cinque persone c’erano cinque phon. Veramente abbiamo bisogno di cinque phon? Cinque asciugacapelli significano anche cinque industrie che li hanno prodotti, cinque camion che li hanno trasportati, aerei e navi che si sono mossi per far arrivare i componenti che li compongono, etc.

 

Aggiornamento 2017ho da poco recensito un libro chiamato Ufficio di scollocamento che tratta questi temi. A fine articolo troverai il link alla recensione. 

 

Ovviamente è solo un esempio banale, ma quanti ne possiamo trovare nelle nostre case? Quanti soldi potremmo risparmiare se iniziassimo a chiederci cosa ci serve e cosa no? Quanto inquinamento potremmo risparmiare al pianeta? Tutto questo mi aveva fatto intuire che la Permacultura è molto più che un nuovo metodo di coltivare la terra ma non sospettavo quanti altri aspetti comprendesse fino a che non ho conosciuto i ragazzi della foto.

 

Marco, Irene e il Proyecto Gaia

 

Si chiamano Marco e Irene e sono due fratelli di Verrua Savoia, un paese in provincia di Torino, che da circa un anno stanno girando il Sud America.

In Colombia hanno partecipato a un corso di Permacultura che gli ha cambiato la vita. Anche loro sono stati volontari al Proyecto Gaia. Dopo dieci giorni di condivisione e apprendimento hanno preso la decisione di tornare in Italia per dedicarsi anima e corpo a trasformare le terre dei loro genitori in un luogo dove mettere in atto una vita piu sostenibile.

Fu proprio Irene a parlarmi del Proyecto Gaia, un terreno di dieci ettari in cui un gruppo di ragazzi ha deciso di vivere puntando all’autosufficienza. Si trova a Santa Sofia, Boyacà, a circa tre ore da Bogotà. Ho deciso quindi di andare a conoscerli: sono andato a Villa de Leyva, ho passato li la notte e la mattina col primo bus, ho raggiunto Santa Sofia.

Dalla piazza, seguendo le indicazioni di due volontari, lui colombiano lei francese, che avevano appena finito di lavorare al Proyecto, mi sono messo in cammino. Le immagini della prima parte…

 

 

e la seconda …

 

 

Dopo il primo passaggio è passato un camion che mi ha dato un altro strappo, ed eccomi sul posto:

 

Proyecto Gaia, Santa Sofia, Colombia

 

Il ragazzo col berretto e la maglia gialla è Betto Gomez, il fondatore di Proyecto Gaia, una persona d’oro. La foto li ritrae nella costruzione di una nuova casa a cui, in minima parte, ho contribuito anch’io durante quel pomeriggio.

Nell’ultimo anno e mezzo i ragazzi hanno già costruito tre case usando metodi di bio-edilizia, utilizzando per lo piu materiali naturali e presenti in loco come fango e argilla e materiali di recupero come bottiglie di vetro riciclate. L’utilizzo di questo tipo di materiali permette tra l’altro di creare interessanti effetti estetici:

 

proyecto gaia vetro nella parete

 

Queste case solitamente hanno un tetto verde, ovvero un piccolo prato di erba e aromatiche al posto delle tegole. Questo tipo di copertura, oltre a stabilizzare la temperatura all’interno fa si che la terra e le piante trattengano l’acqua che altrimenti viene scaricata nei terreni circostanti (pensate a un’applicazione su larga scala in città: potrebbe limitare o persino eliminare il problema delle alluvioni!) e, ovviamente, produce ossigeno.

Ah, dimenticavo: se si ha un accesso al tetto e si mettono aromatiche o insalata…nessuno ci vieta di raccoglierle! E ora voglio addentrarmi ancora di più nei punti che costituiscono la Permacultura, ma prima ti chiedo un velocissimo mi piace su questo post: 

Scegli su quale social dare mi piace...o dalli tutti e tre!!!

 

sette petali della Permacultura

 

sette petali (il fiore) della permacultura

 

Possiamo vedere la Permacultura come un fiore che si compone di “sette petali”, sette ambiti tra cui anche l’economia e il benessere personale e spirituale (l’immagine ritrae il Fiore di David Holmgren, che ho ripreso dal sito Attivamente.land)

Fin da quando siamo piccoli veniamo abituati, a scuola, nello sport o quando iniziamo una nuova attività a ricevere istruzioni su come ci dobbiamo comportare.

Una volta arrivato al Proyecto Gaia, invece, mi ha colpito come tutti si muovessero in perfetta e totale autonomia. Abituato ai nostri schemi, chiesi subito se potevo fare qualcosa o come “dovevo” farlo, ma vedevo i ragazzi sorridere e rispondere semplicemente: “fai come ti senti”.

All’inizio la cosa mi ha lasciato perplesso ma a poco a poco ho capito che, nella loro ottica, autosufficienza non significa solo avere un orto e mangiare le piante che coltivi, bensì, anche, avere la capacità di decidere in autonomia senza che ci sia qualcuno che ti dia ordini o che ti insegni “come si fa”. Ed è stato sorprendente vedere come il lavoro fluiva, come tutti si muovevano facendo cose diverse, come le cellule di un unico, grande e sano organismo.

Ma tornando alla pratica, guardate questa foto:

 

proyecto gaia lago

 

Sembra un normalissimo laghetto vero? Beh…è molto di più! Spiego di cosa si tratta in questo video:

 

 

Come molte altre regioni, anche questa soffre di carenza idrica. La siccità è in parte dovuta al clima del luogo, in parte alle attività umane. La terra privata della vegetazione, lavorata, calpestata e compattata dal pascolo intensivo degli animali non trattiene più l’acqua e fa si che quando piove questa scivoli a valle, ingrossando pericolosamente i fiumi. E’ cosi che inizia la desertificazione ed è pure cosi che possono nascere le alluvioni.

In controtendenza con tutto questo, il  Proyecto Gaia ha quattro laghi articifiali e, secondo Betto Gomez Betto Gomez, tra pochi anni ne avranno ben dieci.

E quello che ti sorprende e commuove quando ti avvicini all’acqua è renderti conto di quanta vita nasce! In prossimità della sponda ci sono libellule, uccelli e una vegetazione rigogliosissima: ho visto persino piante di Equiseto (ottimo per la cura dell’apparato digerente) alte oltre due metri. Ah, una cosa che forse vale la pena specificare è che per realizzare questi laghi è stato sufficiente raccogliere l’acqua piovana. Un sistema di canalizzazione per gravità si incarica poi di distribuire l’acqua dove è necessario. Geniale vero? Pensate se si iniziasse a farlo in Italia, ad esempio a Carrara, la mia città, colpita da ben tre alluvioni negli ultimi anni (l’ultima di qualche mese fa…).

 

Dopo il Proyecto Gaia: il Corso di Disegno Permaculturale al “Clavelito”

 

Dopo questa proficua visita ho deciso di partecipare a un corso che si è tenuto nella fattoria El clavelito Villavicencio. 

In questa seconda occasione ho preso parte alla costruzione collettiva di un orto, ho imparato tecniche di rigenerazione del suolo, a costruire un bagno secco, a preparare saponi con le mie mani, ma soprattutto mi sono addentrato ancora di più in quello che è per me il significato più vero della Permacultura: un diverso modo di vedere la comunicazione e i rapporti tra le persone. Tutto questo, nel prossimo Spiraglio.

Irene e Marco stanno organizzando un Corso di disegno permaculturale a Verrua Savoia, che si terrà l’estate prossima, e faranno arrivare un formatore molto esperto proprio da qui, dalla Colombia. Forse ora sento più che mai il significato più profondo di viaggiare, che non è solo vedere bei posti e conoscere bella gente, ma è annullare le distanze, fondere le culture, ricordarci che nelle nostre rispettive differenze siamo più uguali di quello che pensiamo e se lo vogliamo, possiamo costruire un mondo migliore.

Non è un utopia, è alla nostra portata.

Ed ora qualche link e informazione finale.


Lo spiraglio di cui ti parlavo prima, che racconta come costruirsi una vita diversa, più consapevole e sostenibile, lo trovi qui: Ufficio di scollocamento; Cambiare vita salvando noi stessi e il Pianeta

Il libro che ho letto sulla Permacultura, che reputo un’ottima introduzione per avvicinarsi a questo argomento, si chiama “Permacultura per tutti” e lo trovi qui:

 

Permacultura per Tutti

Permacultura per Tutti
Oltre l’agricoltura biologica per curare la Terra e guarire il pianeta
Patrick Whitefield

Compralo su il Giardino dei Libri

Qui, invece, la pagina Facebook del Proyecto Gaia Progetto Gaia su Facebook

Infine, se vuoi proseguire il racconto della mia esperienza con la Permacultura in Colombia, nel prossimo Spiraglio racconto dell’autoproduzione saponi, del compost, della costruzione dell’orto sinergico e di molto altro: Un mondo migliore è possibile? Claro que si! (Permacultura, 2)


 

Grazie per essere stato qui e arrivederci al prossimo Spiraglio.

Elvio

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  1. Grande grande. Leggerti e entusiasmante. Sono con te. A prestissimo 🙂

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  2. Che belle cose stai facendo e incontrando! a parte il progetto che è molto interessante, mi è piaciuto specialmente quel “fai come ti senti”, hai ragione tutto parte da qui un diverso modo di vedere la comunicazione e i rapporti tra le persone e aggiungo cosa fare della propria libertà. Allora io aspetto il prossimo spiraglio, un forte abbraccio!
    Forse mio nipote a fine giugno viene in Colombia in viaggio di nozze, potrebbe essere interessato a queste cose, chissà,
    Che il tuo cammino sia pieno di spiragli di LUCE vera!

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    • Ciao Phlomis, ho riletto solo oggi questo tuo commento, concordo con quello che dici, il “fai come ti senti” RESPONSABILIZZA…per quanto possa sembrare paradossale, avere qualcuno che ti comanda, da ordini o semplicemente essere inquadrato in un ruolo e in una serie di compiti ti toglie responsabilità e quindi può essere addirittura più comodo. “Fai come ti senti” non significa “fai un po’ come ti pare”, bensì: “fai la cosa nel modo migliore in cui la sai fare usando la tua testa, ed osserva e condividi per imparare a farla meglio”. Se tuo nipote è interessato posso passargli contatti di persone che lavorano in questi campi, con molto piacere, un abbraccio!

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