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VIA LA MASCHERA!!!

 

Ciao a tutti e benvenuti a questo nuovo Spiraglio.

Oggi scrivo per togliermi la maschera, quella dello pseudonimo che ho scelto per scrivere: Spiraglio di Luce. 

Non avevo mai scritto un blog e la scelta di usare uno pseudonimo all’inizio mi è parsa conveniente sia per una questione di privacy che per il particolare tipo di argomenti trattati.

Forse non tutti, mi dicevo, sono disposti a sentir parlare di destino, energia, intuizioni e regali dell’Universo.

Oggi però non mi riconosco più in questi timori: sento che nascondere la mia identità è divenuto un limite; mi voglio aprire al mondo, dichiarando senza riserve chi sono e perché sento l’urgenza di scrivere.

Qualche giorno fa un amico ha detto: “c’è un momento per tenersi le cose per sé ed un altro per aprirsi”.

Queste parole mi sono sembrate perfette: il momento di aprirsi è arrivato.

Infatti: come potrei affrontare il tema di superare le nostre paure mentre io stesso ho paura di essere giudicato per gli argomenti presumibilmente “strani” che tratto? come potrei scrivere sulla necessità di superare i nostri limiti nel momento in cui scelgo un anonimato che è esso stesso un limite? 

Ovviamente non potrei. Quindi ora passo a presentarmi. Ma prima di iniziare, ti chiedo un velocissimo mi piace su questo post. Sembra una cosa superflua ma ti assicuro che con quel semplice “click” darai un grande aiuto a questo blog.

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Fatto? Grazie di cuore. Iniziamo.

elvio rocchi concertista

Mi chiamo Elvio Rocchi e sono un ingegnere che ha deciso di lasciare il suo lavoro per dedicarsi a tempo pieno alla sua più grande passione: la musica. Dopo alcuni anni di questa nuova vita una nuova sfida mi ha letteralmente chiamato: sono partito per andare un mese in sud America e sono rimasto un anno. Oggi proseguo con la musica e mi dedico parallelamente alla crescita personale ed alla meditazione, viaggiare ed al mio blog, in cui racconto di tutto questo!

Ma facciamo un passo indietro: la musica l’ho studiata prima di fare ingegneria, sin da bambino. È sempre stato il mio “sogno nel cassetto” ma non trovavo proprio le energie e la motivazione giusta per farlo. Ecco perché la scelta di ingegneria: il classico miraggio del “posto fisso” e della tanta agognata sicurezza. Sulla carta un piano infallibile…se non che…c’è un piccolo dettaglio, ovvero che quando l’anima chiama, quando il nostro vero cammino bussa alla porta della nostra vita, è impossibile tirarsi indietro.

Mi sono diplomato in canto moderno Bologna ma sono nato in Toscana. Ho studiato violoncello in conservatorio, suono anche il piano e la chitarra (l’ho imparata da solo in Colombia!) quindi rientro tra quelli che possono essere definiti “poli-strumentisti”. Scrivo canzoni e non vedo l’ora di debuttare e farvele sentire! Più di dieci anni fa ho fondato un tributo a Fabrizio De André che si chiama Mille papaveri rossi e con loro ci siamo tolti tante soddisfazioni: abbiamo suonato in tutta Italia e fatto una tournée in Spagna. Da ormai tanti anni pratico yoga meditazione. Riguardo questa ultima la insegno anche, in incontro dove si medita insieme e si affrontano altri argomenti relativi alla crescita personale (metterò un link alla fine del post per approfondire!) Amo andare in moto e soprattutto amo la mia Sukuzi Bandit 650 a cui ho dato il nome di Maria. 

scatto durante un viaggio in moto in Italia

Detto tutto ciò, per quanto non sia grazioso da dire, sono una persona che ha sofferto.

La sofferenza è stata mia compagna di vita, odiata ma in qualche modo allo stesso tempo amata. 

Com’è possibile? Purtroppo è possibile. Perché la sofferenza rischia a volte di diventare una bandiera, una caratteristica che definisce la nostra identità. A volte ne siamo consapevoli, spesso e volentieri, invece, il tutto avviene a livello inconscio.

Quando io mi chiedevo: chi sono? …la risposta era: una persona sfortunata a cui sono successi un sacco di “casini”; che ha vissuto situazioni brutte e pensa che il mondo sia un pessimo luogo dove vivere e gli altri vili profittatori pronti a usarci quando gli serviamo. 

Sia chiaro che dalla mia bocca non sono mai uscite queste frasi, eppure ti assicuro che coincidevano con i miei convincimenti interiori. 

Vivevo scaricando nel mondo la mia insoddisfazione, e il mondo assumeva la forma che la mia insoddisfazione gli dava. La potremmo chiamare Legge della risonanza o anche “Legge della vita di Elvio fino ai ventisette anni”: quanto più siamo negativi, tanto più incontriamo la negatività nel mondo.

Poi è accaduto qualcosa.

Non so dire esattamente come accadde, è stato un misto di porsi domande e non stancarsi di cercare le risposte.

È stato leggere la poesia “I limoni” di Eugenio Montale, conoscere lo yoga e la meditazione, conoscere, anche grazie a queste nuove attività, persone nuove che mi hanno dato stimoli nuovi, indirizzato verso nuove letture. Nei libri ho trovato indicazioni su come proseguire nel cammino. Ma che cos’è questo benedetto cammino di cui tutti parlano? Per me è il distacco dal vecchio me stesso, un percorso verso un nuovo me più consapevole, cosciente, meno problematico, più sicuro, sereno, in pace con e col mondo.

E poi è arrivata la Colombia.

Niccolò Fabi dice nel testo di una sua canzone: “sto bene quando sto lontano da me”. Ci sono fasi della vita in cui per trovare pace dobbiamo allontanarci dal noi stesso che siamo diventati.

La mia prima rivoluzione l’avevo compiuta abbandonando il lavoro di consulente per dedicarmi anima e corpo alla musica, ma nel giro di qualche anno la routine, l’ansia per il futuro e l’attaccamento alle mie ambizioni si erano nuovamente impossessate di me. Stavo meglio di prima, ma il mio ego aveva trovato un nuovo modo per mettermi in scacco. Allontanarmi da quel me stesso mi ha permesso di incontrarmi con il nuovo: quello che corrisponde alla mia vera essenza, alla mia piena coscienza. Tutti gli altri “me” che si alternavano (ed a volte ritornano!) altro non sono che una grande illusione dell’ego, possono assumere la forma dell’ingegnere o del musicista, della persona adirata e persino dell’uomo apparentemente saggio, ma conducono sempre nello stesso spazio: un angusto recinto da cui non si può evadere fino a che non ci si rende conto che le pareti che lo delimitano le abbiamo create noi.

Non mi vergogno a dire che il nuovo me stesso che ho conosciuto in Colombia è un ragazzo simpatico, che è in gamba e mi piace passare del tempo con lui. Sto dicendo che ho imparato (sto imparando) a stare bene con me stesso. 

Non rinnego quello di prima (è grazie a lui se sono ciò che sono!) ma mi trovo meglio in compagnia del me stesso di adesso!

Per concludere: mi chiamo Elvio Rocchi e non posso dire di “aver trovato me stesso”, ma di essermici avvicinato, si!

E non voglio più usare uno pseudonimo: scrivo un blog per raccontare il mio percorso, i miei viaggi e la mia musica, per condividere le mie esperienze e perché vedo che c’è ancora tanta sofferenza nel mondo. Quando lo vedo mi ricordo di non essere separato dal mondo e mi dico che se dentro di me ce n’era così tanta forse devo scrivere affinché queste parole possano essere d’aiuto e conforto a chi si vuole mettere in cammino, un cammino che a me ha condotto verso un luogo in cui sicuramente l’oscurità non è debellata, ma in cui ci sono, e in modo stabile, splendidi Spiragli di luce.

Concludo con questa immagine, che ritrae uno dei momenti per me più importanti e significativi: il giorno in cui mi consegnarono la locandina del concerto che avrei tenuto al prestigioso Teatro Tecal a Bogotá. Avevo a lungo sognato di suonare in quel posto e in modo molto naturale mi venne offerta la possibilità di realizzare questo mio sogno.

Voglio concludere questo post con questa immagine perché rappresenta per me la dimostrazione concreta che, se decidiamo di cercare dentro di noi, di trovare un nuovo me stesso pronto a ricevere fidarsi, esiste già pronta per noi una realtà ancora più bella di quella che possiamo immaginare persino nei nostri sogni più belli.

Elvio Rocchi concerto Bogotá

Grazie per aver letto questo articolo, arrivederci al prossimo Spiraglio.

Elvio

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15 comments

  1. Go Elvio, go! :))))

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  2. Non mi vergogno a dire quanto segue del nuovo me stesso che ho conosciuto in Colombia : è un ragazzo simpatico, è in gamba e mi piace passare del tempo con lui.

    Viaggiare è incontrare se stessi migliori! e incontrare e amare il mondo!
    Ciao.

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  3. Complimenti per il tuo cammino. Una grande consapevolezza che condividi con chi limita le scelte del proprio ego per gli altri che possono essere genitori o compagni o figli. La cosa che mi sembra più importante è sapere il perché delle proprie scelte e farle liberamente.

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    • Ciao Liana e grazie. Cosa intendi con “chi limita le scelte del proprio ego per gli altri che possono essere genitori o compagni o figli”?

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  4. Ciao, Elvio
    per le persone aperte e solari come te una maschera è solo una cornice. I tuoi articoli lo dimostrano: sincerità ed energia sono colori che sulla tela che dipingi con i tuoi racconti non mancano mai, e la passione che ci metti è come il pennello per l’artista.
    Un abbraccio!
    Nick

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    • Uao Nick! Che bel commento inaspettato…grazie!!! Un abbraccio a te

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  5. Complimenti per il coraggio!

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    • Grazie mille! Ma sai…in realtà se ci ripenso ora non capisco come facevo a voler mantenere l’anonimato prima… hehhehehe, grazie ancora e un abbraccio!

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  6. Ho letto questo post e sorrido, di un sorriso materno. Leggo sul tuo volto la felicità e mi si riempie il cuore di gioia. Ti auguro tante soddisfazioni Elvio!

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    • Grazie mille Dora muovere le emozioni altrui è un’emozione altrettanto grande, un abbraccio

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  7. Ciao Elvio, veramente grande consapevolezza e una verità che mi è arrivata dritta al cuore, anche io sto facendo questo cammino è sento l’amore avvolgere e far vibrare ogni cellula del mio corpo, mi sento in profonda unione con tutto l’universo e desidero sinceramente aiutare le persone proprio a vedere quello spiraglio di luce. Ringrazio vivamente l’universo che mi ha permesso di conoscere un’altra anima straordinaria.

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    • Fa sempre piacere vedere che un articolo vecchio come questo susciti ancora commenti…e per di più commenti entusiastici e belli come il tuo. Grazie di cuore Stefania!

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  8. Elvio, mi sono ritrovata in tanto di quello che ho letto, nell’anonimato che piano piano anche io sto lasciando e nell’essere persone con cui noi stessi avremmo voglia di passare del tempo. Lo siamo? Lo siamo diventati? Bene, è un ottimo segnale della giustezza del cammino percorso. Un saluto!

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